HomeCulturaArteLa pittura italiana dell’800 alle Scuderie del Quirinale

La pittura italiana dell’800 alle Scuderie del Quirinale

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[oblo_image id=”4″]Ottocento è la prima mostra allestita appositamente per presentare, in un unico evento, i più grandi artisti italiani del XIX secolo. Fino al 10 Giugno, le ampie sale delle Scuderie del Quirinale ospitano 100 capolavori di questo periodo, selezionati da Maria Vittoria Marini Clarelli (Sovrintendente alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma), da Fernando Mazzocca e Carlo Sisi (emeriti studiosi della materia e già curatori delle rassegne monografiche dedicate ai Macchiaioli e a Boldini).

[oblo_image id=”5″]Prima ancora di giungere all’inizio del percorso espositivo, i visitatori si troveranno di fronte a due grandi tele; la Maternità di Gaetano Previati (collocata al piano terra, dopo il bookshop) è rimasta nella memoria non tanto per il suo contenuto, quanto per aver anticipato la disgregazione del linguaggio pittorico, ripreso nel Novecento dalla corrente futurista. I lavoratori in marcia raffigurati nel Quarto Stato di Giuseppe Pellizza da Volpedo, posizionati nella parete sovrastante lo scalone d’ingresso, sembrano invece quasi uscire dal quadro e proseguire il loro cammino verso la balconata del primo piano.

La prima sezione raccoglie le opere di alcuni protagonisti del Classicismo. Non potevano mancare le sculture di Antonio Canova, ovvero i pugilatori Creugante e Damosseno (1801-1806), e i dipinti di Andrea Appiani, incentrate allo stesso modo sulla mitologia.

[oblo_image id=”1″]Le divinità rimangono al centro dell’attenzione anche nel Romanticismo: nel campo della scultura, con Psiche abbandonata, Pietro Tenerani cerca di seguire gli insegnamenti canoviani, mentre Francesco Hayez decide di ritrarre la ballerina Carlotta Chabert come una Venere. Pur essendoci insomma dei chiari riferimenti alla realtà, i temi classici non vengono però del tutto tralasciati.

Un altro filone romantico per eccellenza è quello del paesaggio, ispirato probabilmente alla lettura delle poesie contemporanee di Manzoni, Stendhal e in primo luogo di Leopardi (in Notturno con effetto di luna, Giuseppe Pietro Bagetti sembra proprio trasfigurare in immagine i versi del poeta rivolti al satellite). Per quanto riguarda le vedute romane, è suggestiva la particolare ripresa del Colosseo visto dall’alto di Ippolito Caffi.

[oblo_image id=”2″]D’altra parte, il Romanticismo rappresenta un’epoca attraversata dalle inquietudini, dalla crisi delle convenzioni accademiche, dalle speranze e dai sentimenti rivoluzionari suscitati dal Risorgimento. Il Bacio di Hayez è considerato indiscutibilmente il manifesto di queste nuove influenze. Motivi di decadenza, turbamento o solitudine riaffiorano pure in Malinconia e in Le veneziane, o Consiglio della Vendetta, opere entrambe firmate dallo stesso autore.

Salendo al secondo piano, si passa ad esaminare le novità culturali posteriori all’Unità d’Italia. Ormai il vero protagonista è il Realismo, con scene tratte dalla vita quotidiana delle varieclassisociali e con un ritrovato interesse verso il rigore del disegno, grazie soprattutto al movimento dei Macchiaioli (es. Silvestro Lega, Il canto dello stornello, 1867).

[oblo_image id=”3″]Durante gli anni Novanta del secolo, infine, l’affermarsi del Simbolismo e della teoria divisionista (analisi del fenomeno luminoso e del colore nelle sue componenti pure) rimetterà in discussione i principi sull’interpretazione del mondo, addentrandosi nei territori oscuri dell’inconscio individuale o collettivo. Fanno parte di tale indirizzo di pensiero le opere del sopraccitato Previati, nonché quelle di Giulio Aristide Sartorio (La Sirena, 1893) e di Giovanni Segantini (La dea dell’amore, 1894-97) che chiudono magnificamente l’esposizione.

Sede: Scuderie del Quirinale, Via XXIV Maggio 16
Orario: da domenica a giovedì dalle 10 alle 20; venerdì e sabato dalle 10 alle 22.30
Biglietti: intero 10 Euro; ridotto 7,50 Euro.
Informazioni, prenotazioni e prevendite: tel. 06/39967500;
www.scuderiequirinale.it

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