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La cara dei vecchi al Piccolo Bellini: teatro e cinema si fondono in uno spettacolo sulla cura

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Una giovane donna sui trent’anni, due nonni malati, una console e tre microfoni. Con La cara dei vecchi, Pino Carbone porta al Piccolo Bellini di Napoli uno spettacolo che mescola teatro e cinema per raccontare il peso della cura familiare. In scena dal 27 ottobre al 1° novembre.

La drammaturgia è firmata da Elvira Buonocore, con Anna Carla Broegg unica interprete in scena. La protagonista non recita semplicemente la sua storia: la sonorizza. Davanti a lei scorre un film muto — girato dallo stesso Carbone — che racconta la sua esistenza tra le mura domestiche, dove la carta da parati ingloba lo spazio, la vecchiaia, la malattia. Lei deve costruire lo spettacolo scena per scena, seguendo il ritmo di ciò che vede sullo schermo. Sonorizzare il film significa accudire i due anziani, far avanzare la narrazione e, di pari passo, la propria vita.

Una protagonista spettatrice di se stessa

Il meccanismo drammaturgico è il cuore dello spettacolo. La donna si sente spettatrice, ma è la protagonista. Non può fermare, interrompere o deviare il corso degli eventi. Ha a disposizione una console, tre microfoni, l’oggettistica di scena e un forte senso di colpa e di frustrazione — non privo di ironia. L’allestimento è composto quasi esclusivamente da elementi tecnici: il film muto diventa scenografia e parte dell’illuminazione.

L’idea nasce da una frase del testo stesso. Se trovassi il modo di scivolare lì dentro nello schermo… stare dentro la cosa che subisco, piuttosto che starne fuori, spiega Carbone nelle note di regia. Da questa tensione — il desiderio della protagonista di entrare nello schermo — il regista ha scelto di mescolare i due linguaggi: il cinema restituisce l’atmosfera descritta dall’autrice in ogni dettaglio, dal più intimo al più perturbante; il teatro la costringe a viverla in tempo reale.

Il peso di una generazione sulle spalle di un’altra

Dietro la storia individuale, La cara dei vecchi pone domande scomode. Fino a che punto il peso di una generazione può ricadere sulle spalle di un’altra? L’amore, il senso di responsabilità e la cura possono diventare una gabbia? Lo spettacolo spinge questa lotta tra etica e amor proprio fino a un punto di rottura che sa di rivolta personale e generazionale.

La produzione è una co-produzione tra Progetto Nichel, Teatro Libero Palermo, Fondazione Luzzati/Teatro della Tosse, Network Drammaturgia Nuova e Fondazione Teatro di Napoli – Teatro Bellini. Lo spettacolo è la compagnia vincitrice del bando NDN 24/25, progetto ideato da Idra Teatro. Le musiche originali sono di Antonio Maiuri e Marco Messina.

Date, orari e biglietti

La cara dei vecchi va in scena al Piccolo Bellini dal 27 ottobre al 1° novembre 2026. La durata è di 70 minuti. Gli orari variano: feriali alle 21:00, mercoledì alle 18:00, sabato alle 19:30, domenica alle 18:30.

I biglietti costano 15 euro il martedì e il mercoledì, 20 euro dal giovedì alla domenica. Per gli under 29 il prezzo è 12 euro. È disponibile anche un posto unico ridotto a 18 euro dal giovedì alla domenica, mentre gli studenti pagano 8 euro dal martedì al venerdì.

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