Influenza, ma non solo. Raffreddore, tosse, virus assortiti. Inizia la stagione dei malanni, con o senza febbre, per milioni di italiani tra fazzoletti di carta, spray nasali e farmaci. In tanti, sono alle prese con il naso che cola e con le vie respiratorie ‘intasate’. Il muco diventa una spia dello stato di salute anche se, da solo, non è sufficiente per stabilire se un soggetto sia affetto da un’infezione virale o provocata da batteri. Il colore, al contrario di quanto si ritiene comunemente, è ‘solo’ l’indicatore dell’attività del sistema immunitario e della risposta dell’organismo all’infiammazione.
Al di là di tali considerazioni – e sempre in un quadro in cui è fondamentale il parere di un medico – si possono trarre indicazioni di massima dall’osservazione del muco.
Il muco trasparente è la spia di una situazione in linea di massima normale a livello fisiologico. La produzione abbondante può corrispondere alla fase ‘zero’ di un raffreddore o di una sindrome allergica. Il passaggio successivo può essere rappresentato dal muco bianco, spia di uno stato di infiammazione e congestione delle mucose e indicatore di un raffreddore maturo.
Un primo segnale da non ignorare è rappresentato dal muco giallo, segnale dell’attivazione del sistema immunitario per contrastare un’infezione di originale virale o batterica. L’elemento cromatico ‘nuovo’ è prodotto dalla presenza di globuli bianchi che interventono per distruggere gli elementi patogeni e poi vengono espulsi dall’organismo. Se la risposta immunitaria è più profonda, il colore vira verso il verde, associato a raffreddori virali molto intensi. La rottura di capillari, conseguenza della secchezza delle mucose o dalle ripetute ‘soffiate di naso’, può conferire al muco un colore tendente anche al rosa o rosso vivo per la presenza di sangue. Se il rosso è più scuro, significa che il sangue è rimasto più a lungo nelle vie aeree superiori.