HomeCulturaArteIl Museo Barracco, tempio della scultura antica

Il Museo Barracco, tempio della scultura antica

Il Museo Barracco è stato aperto nel 1948 per volere di Antonio Maria Colini e Carlo Pietrangeli (rispettivamente direttore ed ispettore delle Belle Arti del Comune di Roma) , allo scopo di conservare e riesporre la collezione di sculture di Giovanni Barracco (1829-1914).

[oblo_image id=”1″]Il ricco gentiluomo calabrese cominciò a coltivare la passione per la storia antica a Napoli, dove proseguì i propri studi giuridici e letterari. Qui incontrò Giuseppe Fiorelli, sovrintendente ai rilevamenti archeologici di Cuma e di Pompei, per mezzo del quale ebbe la possibilità di acquistare le prime opere d’arte. La maggior parte dei pezzi della raccolta, comunque, vennero acquisiti solo dopo il 1870, data che segna il trasferimento del nobile a Roma, in qualità di senatore per il primo Parlamento del Regno d’Italia. Avvalendosi dei consigli di alcuni esperti del settore, riuscì a destreggiarsi nel mercato antiquario e ad entrare in possesso di molti reperti di valore, provenienti dagli scavi eseguiti per agevolare le trasformazioni urbanistiche della capitale. Non avendo infine eredi diretti, prima di morire egli decise di donare tutte le sculture al Comune di Roma, che in cambio fece costruire in suo onore un Museo e lo insignì della Cittadinanza Onoraria.

L’edificio, ubicato in Corso Vittorio Emanuele all’altezza della chiesa di S. Giovanni dei Fiorentini, era un palazzo a forma di tempio greco e dotato di tecnologie all’avanguardia per quell’epoca: esso fu innanzitutto il primo museo d’Italia ad avere il riscaldamento; le ampie vetrate permettevano inoltre una corretta illuminazione delle sculture, mentre le basi girevoli facilitavano la loro visione a 360 gradi. Nel 1938, purtroppo, il regime fascista ordinò di demolire il moderno complesso architettonico per completare ed allargare lo stesso Corso. Le opere così finirono ammassate presso l’Osteria dell’Orso e poi nei magazzini dei Musei Capitolini, dove rimasero fino all’inaugurazione della attuale sede espositiva, ovvero la Farnesina ai Baullari.

 [oblo_image id=”4″]Il palazzo venne eretto nel 1516 per il prelato bretone Thomas Le Roy, su progetto di Antonio da Sangallo il Giovane. In una stanza al piano terra, laterale al porticato, oggi ha sede la biblioteca comprendente i saggi, le lettere, i libri e i documenti appartenuti o scritti da Barracco. Al primo e al secondo piano, invece, sono esposte testimonianze dell’arte egizia, della Mesopotamia (es. le lastre parietali assire del VII- VI sec. a.c.), della cultura cipriota (es. il carretto votivo policromo), ma anche di quella greca (es. opere del V sec. a.c. del grande artista Policleto e della sua scuola) e romana (es. il mosaico proveniente dalla prima basilica di San Pietro del XII sec. d.c.).

[oblo_image id=”2″]Il Museo ultimamente ha ospitato pure la mostra temporanea di Paolo Delle Monache, il cui stile ricorda l’architettura metafisica di Giorgio De Chirico e Carlo Carrà (in Atelier ne è evidente il richiamo) e il gioco della atemporalità già presentato da Arturo Martini con La Pisana. I volti umani scolpiti dall’artista risultano infatti privi di caratteristiche particolari: sono inespressivi, seri, in meditazione (Cherubino che medita), dormienti o addirittura sovrapposti (Rêverie). Una delle forme più recenti rivisitate dall’autore è poi quella della nostra penisola, utilizzata come base o fondamenta per Made in Italy e Italiana. Al di sopra di essa, sono affastellate immagini di facciate e monumenti più o meno riconoscibili: che siano reali o immaginarie è indifferente, ciò che importa è rendere l’idea della sedimentazione e della memoria che prende corpo e si fa luogo.

[oblo_image id=”3″]Eventi del genere in un tale contesto non sono stati inseriti casualmente, in quanto spesso l’arte contemporanea trae ispirazione da quella classica e dalle passate ricerche formali. Essi perciò saranno utili ai visitatori per fare nuove riflessioni e vedere come è cambiata la percezione dell’arte scultorea nel corso dei secoli.

Sede: Museo Barracco, Corso Vittorio Emanuele 166/A (angolo Via dei Baullari), Roma.
Orari: da martedì a domenica dalle ore 9 alle 19 (la biglietteria chiude 30 minuti prima); chiuso il lunedì.
Biglietto: intero 3 Euro; ridotto 1,50 Euro
Info: tel.060608 (tutti i giorni ore 9.00- 22.30)
www.museobarracco.it; www.zetema.it 
(per Paolo Delle Monache visitare il sito www.paolodellemonachescultore.com).

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