Le grandi sfide globali, dall’intelligenza artificiale alla geopolitica, richiedono un dialogo sempre più stretto tra scienza e istituzioni. È il messaggio lanciato dal Vicepresidente della Camera dei Deputati Giorgio Mulè, intervenuto al Permanent Monitoring Panel su Geopolitica nell’ambito della 58ª Sessione degli International Seminars on Planetary Emergencies della Fondazione e Centro di Cultura Scientifica Ettore Majorana di Erice.
Nel corso della visita, Mulè ha anche firmato il Manifesto di Erice, redatto nel 1982 da Antonino Zichichi insieme ai Premi Nobel Paul Dirac e Pëtr Kapitza, storico appello della comunità scientifica internazionale per la pace e il disarmo nucleare, sottoscritto negli anni da oltre centomila scienziati.
“È fondamentale che le decisioni della politica si basino sempre sulle evidenze scientifiche e su ciò che la scienza, non imponendo ma suggerendo sulla base della conoscenza, mette a disposizione delle istituzioni. Se, come diceva un grande statista, bisogna conoscere per deliberare, allora è indispensabile che la politica sappia ascoltare”, afferma Mulè.
Per il Vicepresidente della Camera, Erice rappresenta “da decenni un crocevia di conoscenze e di elaborazione del pensiero, un luogo nel quale il dialogo tra la comunità scientifica e le istituzioni può tradursi in strumenti concreti per affrontare le grandi sfide del nostro tempo”.
Secondo Mulè, “la diplomazia scientifica è un pilastro sul quale costruire una diplomazia parlamentare e intergovernativa sempre più efficace. È attraverso l’ascolto, il confronto e la capacità di superare le contrapposizioni che la scienza offre non semplici teorie, ma indicazioni pratiche su ciò che siamo chiamati a fare”.
Un principio che, sottolinea, trova immediata applicazione nelle trasformazioni in corso: “Lo dimostrano le questioni legate all’intelligenza artificiale, così come tutti i grandi temi che si intrecciano con la politica e la geopolitica. Ancora una volta, da Erice arrivano non ricette astratte, ma proposte concrete e realizzabili che la politica ha il dovere di raccogliere e trasformare in azioni nell’interesse delle future generazioni”.