Firenze: Gilardino è tornato a suonare il violino

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E’ il 6 gennaio 2000 quando Alberto Gilardino, a soli 17 anni, con la maglia del Piacenza, fa il suo esordio in serie A contro il Milan. Dopo due anni al Verona, Alberto passa al Parma di Prandelli, dove il giocatore riesce ad affermarsi segnando 56 reti in 116 partite e formando insieme ad Adriano una delle coppie d’attacco più forti del campionato. Questi numeri rendono Gilardino uno dei pezzi più ambiti del calciomercato 2005 e intorno a lui cominciano a girare i nomi delle squadre più forti d’Italia e d’Europa. Alla fine la spunta il Milan, che acquista il Gila (come è stato soprannominato dai tifosi rossoneri) nel luglio 2005, per 24 milioni di euro.

[oblo_image id=”1″]Il primo anno in rossonero Gila mette a segno 19 gol (di cui 17 in campionato e 2 in Coppa Italia, mentre resta a secco nelle dieci partite in Europa) in 47 partite. Nel 2006, inoltre, prende parte alla gloriosa spedizione azzurra in terra di Germania, dove aiuta la Nazionale a raggiungere il tetto del Mondo segnando il gol del momentaneo vantaggio sugli Stati Uniti e mostrando in mondovisione il suo particolare modo di festeggiare: suonando un violino immaginario vicino la bandiera del calcio d’angolo. L’anno successivo, nella stagione 2006/2007, Alberto si ripete segnando 16 reti (12 in campionato, 2 in Champions League e 2 in Coppa Italia) in 45 partite. Purtroppo, però, sarà questo l’ultimo anno buono del giocatore biellese in maglia rossonera. Infatti il Gila non segna più dal 18 aprile 2007 (due reti all’Ascoli) fino al 7 ottobre, quando rifila due reti alla Lazio alla settima giornata di campionato. La sua terza stagione in rossonero diventa un calvario: il giocatore è spesso contestato da una parte dei tifosi, mentre la squadra cerca di sostenerlo e giustificarlo nei momenti difficili. Il bomber si innervosisce, perchè ha bisogno del sostegno del popolo rossonero che, abituato a vincere, in molti casi becca l’attaccante che ormai non sente più la fiducia necessaria per giocare serenamente.

[oblo_image id=”2″]Così, il 24 maggio 2008, Alberto Gilardino saluta Milano e sbarca a Firenze, dove ad attenderlo c’è Cesare Prandelli, l’allenatore che tanto lo desiderò nel suo Parma nel 2002. Oltre al tecnico, Alberto ritrova a Firenze anche i suoi compagni di Parma Frey e Mutu. Sarà stato il cambio di città, di squadra o di allenatore, ma in viola il Gila comincia subito bene: un gol nei preliminari di Champions League contro lo Slavia Praga e una doppietta contro il Lione nella stessa competizione europea. Anche in campionato la cura viola sembra avere effetto: dopo 5 giornate segna 3 gol, diventando subito l’idolo dei tifosi fiorentini e proponendosi come punto fermo per l’attacco della Nazionale azzurra.

Il Milan ha cercato di sostituire il violinista di Biella, classe 1982, con Ronaldinho (giocatore di classe indiscutibile, ma più vecchio di due anni) e Shevchenko (ormai giunto ai 32 anni). Ma si sa che spesso le grandi squadre hanno fretta di vincere e non possono aspettare troppo, così puntano su giocatori già affermati e dal rendimento (quasi) certo. Salvo poi rimpiangere le occasioni perse a causa dell’ansia da vittoria. E, se continua così, Alberto sarà uno dei più grandi rimpianti rossoneri.