HomeUltima OraDal tempo sospeso al futuro, con Estra i detenuti toscani rinascono agricoltori

Dal tempo sospeso al futuro, con Estra i detenuti toscani rinascono agricoltori

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Dalla piantumazione di alberi da frutto fino alla produzione artigianale di oli essenziali attraverso la fitoterapia, nelle carceri toscane il tempo ‘sospeso’ si converte in futuro. La formazione e l’inclusione delle persone detenute sono al centro dei progetti promossi dall’azienda energetica Estra, che, partendo dal legame con il territorio, esprime la propria responsabilità sociale sostenendo la funzione rieducativa della pena. Un impegno concreto che, in sinergia con gli istituti penitenziari, restituisce competenze e dignità, trasformando la detenzione in una reale opportunità di riscatto. “Cerchiamo di restituire valore ai territori sostenendo le nostre comunità dal punto di vista culturale, sportivo e sociale. Una parte delle nostre comunità abita nelle carceri ed è anche lì che guardiamo. L’obiettivo è il recupero, il mezzo sono progetti che rafforzano la funzione educativa offrendo competenze spendibili una volta scontata la pena. Sostenere i detenuti significa investire nelle persone per generare effetti concreti sul tessuto economico e sociale”, sottolinea all’Adnkronos Francesco Macrì, presidente esecutivo di Estra.

“Credo che iniziative del genere siano un buon segnale di inclusione. Tengono i detenuti attivi e in connessione con l’esterno, stimolano passioni lavorative inerenti ad aspetti naturalistici. Coltivare la terra, più che mai in quest’ambito, significa coltivare il futuro. Sicuramente farà la differenza”, aggiunge Macrì sostenendo che promuovere “la cultura, la cura dell’ambiente non è solo d’aiuto per il domani delle persone detenute, in generale migliora l’umanità”.

La coltivazione richiede cura e continuità; la trasformazione dei prodotti permette di acquisire nuove conoscenze; il lavoro condiviso favorisce collaborazione e responsabilità: dalla prima iniziativa a Sollicciano, nel 2024, dove per riqualificare gli spazi verdi dell’istituto sono stati piantumati 120 alberi da frutto fino all’ultima che ha interessato il carcere di San Gimignano in cui è stato creato un giardino officinale e avviato un laboratorio di fitoterapia grazie al supporto della Società Italiana di Fitoterapia, complessivamente circa 80 detenuti sono stati coinvolti nei progetti promossi da Estra. Ma non finisce qui. Il prossimo mese sono previste due nuove iniziative. La prima nel carcere La Dogaia di Prato dove nascerà un lavandeto e i detenuti si metteranno alla prova con la produzione di oli essenziali destinati ad uso interno. La seconda al Don Bosco di Pisa in cui sarà avviato un percorso di formazione sulla coltivazione e sulla prima trasformazione delle piante officinali. Un orto e un giardino officinale diventeranno il luogo di lavoro e di studio per decine di detenuti, sia uomini che donne.

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