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Crewdson: la sottile poesia del perturbante.

[oblo_image id=”1″]Immagini tecnicamente perfette, immerse in atmosfere silenziose e composte. Che narrano storie inquietanti, inspiegabili, che l’osservatore è chiamato a completare con la sua immaginazione, domandandosi cosa sia accaduto e cosa avverrà dopo.

Poetiche e perturbanti, sapientemente costruite con laboriose tecniche di messa in scena mutuate dal cinema, le fotografie di Gregory Crewdson, newyorkese, classe 1962, sono in mostra al Palazzo delle Esposizioni di Roma fino al 2 marzo.

Quella di Roma è l’unica tappa italiana del tour europeo dell’ampia retrospettiva, che copre l’intera fortunata carriera di Crewdson, dagli Early Works del 1987-88 agli ultimi lavori, tra cui la serie Beneath the Roses del 2003-2005.

[oblo_image id=”2″]Professore, dal 1993, alla Yale University, Crewdson è influenzato dalla fotografia documentaria di Walker Evans e Terry Eggleston ma anche dalla staged photography di artisti come Cindy Sherman, salvo poi interpretare personalmente e rinnovare entrambi i generi, da lui condotti verso lidi sempre nuovi.

Nelle sue fotografie, che ritraggono anonimi sobborghi americani avvolti nella misteriosa luce del tramonto, o interni middle-class molto ordinari c’è sempre qualcosa di inaspettato ed insolito, una crepa che si apre nella normalità del quotidiano, o meglio uno scandagliare quello che è ben nascosto nelle sue pieghe. E pacatamente, inesorabilmente, la normalità della vita quotidiana si sgretola sotto la pressione dell’indicibile, e innumerevoli domande si accalcano nella mente dell’osservatore.

[oblo_image id=”3″]I paesaggi suburbani o rurali di Crewdson ricordano quelli altrettanto silenziosi dipinti da Edward Hopper, ma si pongono agli antipodi della calma serenità di questi ultimi in favore di un insidioso senso di pericolo e disagio, molto moderno ed attuale, anche se reso senza annientare l’integrità della materia prima, l’immagine: raffinata, elegante, composta secondo canoni “classici”.

A pesare sui due bracci della bilancia, dunque, ci sono bellezza ed inquietudine e Crewdson riesce, grazie alla sua ispirazione sincera e ad una tecnica sapiente, a mantenerle magicamente in equilibrio.

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