HomeSenza categoriaCom'è dura l'avventura dei campioni indesiderati

Com’è dura l’avventura dei campioni indesiderati

[oblo_image id=”1″] Cosa avranno fatto di male per meritarsi un ostracismo così tenace Bobo Vieri e Danilo Gallinari? Magari anche loro potevano immaginare di non essere accolti a braccia aperte dalle loro nuove squadre, ma ora si è obiettivamente passato il limite. Andiamo con ordine. L’attaccante dovrebbe – a questo punto il condizionale è d’obbligo – fare il suo rientro all’Atalanta. C’è l’accordo tra la società bergamasca e quella viola a cui va aggiunta la ferma volontà del giocatore. La trattativa stava per coronarsi con successo quando i tifosi orobici hanno inscenato una singolare protesta tappezzando i muri della città con manifesti anti-Vieri. Al bomber viene contestato il “tradimento” della scorsa estate quando preferì approdare sulle rive dell’Arno per ritrovare la vetrina europea della Coppa Uefa. Un peccato considerato imperdonabile al punto che i supporters bergamaschi non escludono altre manifestazioni per far saltare il trasferimento. Poco importa che Vieri stesso abbia accettato una cospicua riduzione dell’ingaggio per tentare l’ultimo rilancio di una carriera che nonostante gli infortuni è stata costellata da 140 gol in serie A.

[oblo_image id=”2″] Ancora più incomprensibile l’accoglienza ricevuta da Danilo Gallinari. Il talento più luminoso del basket azzurro è stata la sesta scelta nel draft NBA. Un risultato nelle previsioni che conferma le qualità tecniche dell’ex giocatore dell’Armani Jeans Milano. Peccato solo che l’ufficializzazione del suo acquisto da parte dei New York Knicks sia sta accompagnata da sonori fischi. Forse perchè la nostra pallacanestro deve ancora acquisire credibilità oltre oceano, forse perchè il grande pubblico americano non ha ancora ammirato le prodezze di Gallinari. Nonostante i 19 anni, proprio il cestista ha dato prova di maturità glissando sui fischi e promettendo impegno fin dall’estate per sconfiggere anche i più diffidenti.

In fondo per quanto passionali, i tifosi sanno cambiare idea in fretta. Saranno sufficienti poche partite di alto livello per far ricredere gli scettici: nello sport il confine tra amore e odio è assai labile.

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