Campania: una terra di grandi goleador

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[oblo_image id=”1″]Vi siete mai chiesti se conta e quanto conta nella vita il luogo dove si nasce? Se non lo avete mai fatto forse dovreste incominciare. Perché mai direte voi, e cosa c’entra con lo sport questa domanda un po’ esistenziale? Beh, lo avrete già capito dal titolo, lo sport c’entra come pure la geografia, e vediamo perché. La Campania conta 5 milioni e 800 mila abitanti. Di questi, ben 10 sono attaccanti di livello. In pratica una persona ogni 580 mila (considerando però anche vecchi, donne e bambini, altrimenti la percentuale sarebbe più alta) è un bomber di razza. Magari c’entra qualcosa l’etimologia del nome (Campania deriva dal latino campus, che significa campo).

Ad ogni modo questo fenomeno è reale e si manifesta ogni domenica sui campi della nostra Serie A.

[oblo_image id=”3″]Il più vecchio e famoso della compagnia è sicuramente Vincenzo Montella, 140 gol in massima serie e protagonista anche quest’anno in avvio di stagione (3 reti) prima del brutto infortunio che l’ha fermato. Ad Udine c’è una vera e propria colonia di punte napoletane, ben 3. Per la precisione Antonio Di Natale (cresciuto con Montella nell’Empoli, dal quale ha imparato l’esultanza da Aeroplanino), Fabio Quagliarella (recente protagonista anche in nazionale con la doppietta che ha steso la Lituania) e Antonio Floro Flores (un passato nelle [oblo_image id=”4″]giovanili del Napoli prima del fallimento della società di Ferlaino). Complessivamente, in questo campionato, il tridente bianconero ha segnato finora 23 reti: 13 Di Natale, 8 Quagliarella e 2 Floro Flores (al quale però, viene spesso preferito Pepe).

Alcuni per un po’ di tempo si erano persi e solo in questa stagione stanno recuperando la condizione migliore. Tra questi Francesco Tavano (casertano) che, dopo l’incubo di Valencia, ha provato a rinascere a Roma ma ci è riuscito solo quest’anno a Livorno. Per lui 10 gol finora. E poi c’è Antonio Langella, rigenerato da Del Neri a Bergamo dopo l’exploit e la crisi di Cagliari. Per lui, che di professione fa l’esterno, già 7 reti in questo campionato.

[oblo_image id=”2″]Gli altri sono stati meno decisivi finora per le sorti delle loro squadre ma meritano fiducia perché hanno tutte le potenzialità e possibilità di rimettersi in carreggiata. C’è innanzitutto Raffaele Palladino (solo 1 gol) che alla Juventus è chiuso da troppi campioni. Poi Mauro Esposito della Roma frenato dagli infortuni e, così come Palladino, dalla eccessiva concorrenza. Infine Pasquale Foggia, grande inizio di stagione con il Cagliari (4 centri) per poi perdersi fra un infortunio e un contenzioso legale con un suo compagno di squadra (il riferimento è al caso Marchini).

Alzi la mano chi trova una regione più talentuosa della Campania.