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Calciomercato: la rivoluzione silenziosa di Marotta

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Anche se non fa rumore, è una rivoluzione. Nessuna delle grandi della nostra serie A ha cambiato tanto quanto la Juve: tutti ad aspettare il grande nome e invece sono arrivati acquisti mirati in serie. A parole Marotta ha depistato vaneggiando di un top player, mentre nei fatti si è mosso per rinforzare una squadra che aveva bisogno di innesti di qualità in ogni settore. Ecco spiegate le scelte  di Lichtsteiner e Ziegler per ridare slancio alle corsie esterne, di Pirlo e Vidal per immettere classe, cuore e cervello nella zona centrale, di Vucinic per integrarsi in un attacco che proporrà soluzioni sempre diverse. Se come sembra probabile, arriverà Lugano per dirigere la difesa, rispetto alla scorsa stagione la Juve avrà cambiato sei effettivi della formazione titolare. Una svolta che lascia aperti punti interrogativi ma che quanto meno ha il merito di segnare un deciso cambio di pagina. Della formazione che ha dominato il campionato 2005/2006, dovrebbe comparire solo Buffon nell’undici iniziale: ai volti nuovi dell’estate 2011 vanno aggiunti i migliori acquisti della passata stagione: Krasic, Quagliarella e Matri.

La generosità e la classe dei reduci della vecchia guardia aveva consentito di vivere in rendita nell’immediatezza del dopo Calciopoli: la Juve che stravinceva il campionato di B o che giungeva terza al ritorno in serie A si basava sulle accelerazioni di Nedved, sui virtuosismi di Camoranesi, sulla prolificità in attacco di Del Piero capocannoniere e Trezeguet vicecapocannoniere. Il valore aggiunto degli acquisti della premiata ditta Blanc-Secco è stato pressoché nullo. Solo per citarne alcuni, da Poulsen ad Almiron, da Andrade a Knezevic, da Tiago a Diego, da Melo a Grosso, tutti sono andati via senza lasciare rimpianti.

La Juve che prende forma è finalmente una squadra nuova, non ancora al livello di quella che dominava in Italia e si faceva rispettare nell’Europa che conta ma quanto meno con un futuro ed una base facilmente identificabili. Al contempo Marotta ha tagliato drasticamente il monte ingaggi e sta risolvendo le situazioni più intricate nonostante l’eredità della precedente gestione prevedesse contratti pluriennali a cifre stratosferiche per giocatori tutt’altro che eccezionali. Tempi e conti alla mano, si può ancora sperare in un ultimo colpo d’autore che possa incendiare la piazza. Ma prima di dedicarsi alle rifiniture, il direttore sportivo si è preoccupato di ricostruire le fondamenta: poche parole e tanti fatti. La ricetta che da sempre ha fatto grande la Juve.

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