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Bob Dylan sold out a Roma, a 85 anni il poeta del rock continua a dettare le regole del gioco

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Non si vede ma si sente. È lui, nella sua essenza e nella sua musica. Ieri sera Bob Dylan ha radunato 6.000 spettatori al Palazzo dello Sport (rigorosamente sold out) per la tappa capitolina del suo tour autunnale ‘Lights of Autumn Tour’. E tanti i fan rimasti fuori, circa 1500, truffati con biglietti falsi acquistati su siti non ufficiali. Il celebre cantautore americano, 85 anni, è in Italia per un trittico di date che lo ha visto esibirsi già a Milano e che, dopo Roma, farà tappa a Bologna, il 7 novembre, portando in scena uno spettacolo che rifugge ogni compromesso. Lo spettacolo non si è fatto attendere, iniziando addirittura qualche minuto prima delle 21. Niente schermi giganti, niente luci spettacolari né effetti speciali: sullo sfondo solo una semplice tenda nera, che appare bianca grazie alle poche luci soffuse. Lui, con felpa bianca e cappuccio tirato su, non si è mostrato apertamente e non ha interagito con il pubblico. Ma la sua presenza era inconfondibile. L’atmosfera respirata era quella di un intimo club anni ’70’, complice la rigida politica ‘phone-free’. I telefoni, infatti, non erano ammessi in sala, costringendo i presenti a un’immersione totale nella musica, senza il filtro dei display luminosi.

Sul palco, il Premio Nobel per la Letteratura ha mantenuto la sua proverbiale distanza, senza rivolgere mai una parola alla platea per tutta la durata dello spettacolo. E, come ampiamente previsto, nessun grande successo del passato è stato concesso nella sua forma originale: gli arrangiamenti sono stati completamente stravolti e destrutturati, rendendo i brani quasi irriconoscibili ai primi accordi. Dylan ha snocciolato una scaletta di circa 18 brani, eseguiti uno di fila all’altro senza pausa, mentre il pubblico ha applaudito religiosamente alla fine di ogni esecuzione, senza mai sovrapporsi alla sua voce.

L’apertura è stata affidata a ‘Watching The River Flow’, con Dylan seduto al pianoforte che non ha mai abbandonato e accompagnato da una band di quattro elementi. La sua fedele armonica a bocca ha fatto capolino per ‘Under The Red Sky’ e per l’ultimo brano, ‘Every Grain of Sand’. Al termine dell’esibizione si è voltato di spalle e sembrava voler andar via così, ma poi si è voltato per restare qualche minuto a godersi il tributo del pubblico, alzatosi in piedi per regalare una lunga standing ovation al menestrello di Duluth.

Piaccia o no, questo è Bob Dylan, e i suoi fan – quelli veri – non si aspettavano nulla di diverso. Lui, che nel 2016 vinse il Premio Nobel per la Letteratura disertando la cerimonia ufficiale per poi ritirare il riconoscimento solo in un secondo momento a Stoccolma, continua a mantenere intatto il suo alone di mistero. Un riserbo confermato anche in questi giorni romani: la leggenda della musica americana è stata infatti ricevuta in Vaticano per un incontro strettamente privato con Papa Leone. E la sua inconfondibile mise non è cambiata nemmeno in questa occasione: cappuccio nero tirato su a nascondergli quasi completamente il volto. Un ulteriore tassello nel mosaico di un artista che, a 85 anni, continua a dettare le regole del gioco a modo suo.

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