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Aziende del “Convito” ambasciatrici della Romagna.

[oblo_image id=”2″]E’ una grande mission, certamente impegnativa, con un preciso obiettivo: far conoscere il patrimonio culturale. Tutte impegnate in prima fila, senza sosta, con l’entusiasmo del buon anfitrione, le aziende del Convito di Romagna rappresentano il territorio come se fossero veri e propri “ambasciatori”. Le realtà economiche nascono nelle campagne intorno alle cinque principali città romagnole, con un forte legame culturale dei luoghi: Ravenna, Faenza, Rimini, Forlì e Imola. C’è da sottolineare che ogni località non può prescindere dall’immagine e dalla personalità delle sue città che, nel caso della Romagna, comunicano al mondo una sola espressione: il linguaggio della bellezza e dell’arte.

Ravenna
Il destino di Ravenna è da sempre scritto nel suo nome, che contiene la radice rav: “scorrere dell’acqua”. Fu l’acqua, infatti, a renderla inaccessibile ai nemici e fu ancora l’acqua a proiettarla nella storia, come porto militare romano e come porto mercantile fra i maggiori dell’Adriatico. Da importante città romana a capitale dell’Impero d’Occidente, Ravenna nella sua storia passa sotto molti padroni: longobardi, veneziani, papi e francesi. Infine il periodo risorgimentale trova in Ravenna un terreno fertile (si diffonde la Carboneria) e con i plebisciti del 1860 viene annessa al Regno d’Italia. Storia a parte, Ravenna è conosciuta in tutto il mondo per i mosaici conservati nel Mausoleo di Galla Placidia (V secolo) e nelle basiliche bizantine di Sant’Apollinare Nuovo e Sant’Apollinare in Classe dove si possono ammirare gli imperatori Giustiniano e Teodora. Entrambe le basiliche hanno un bellissimo campanile cilindrico (X-XI secolo) alto circa 40 metri. Ma Ravenna è anche la città di Dante: qui il poeta trascorse gli ultimi anni della sua vita e compose le cantiche conclusive del Paradiso. Di grande interesse naturalistico sono, infine, le pinete cantate da Boccaccio, Dante e Byron, ma soprattutto l’Oasi di Punte Alberete: una delle “zone umide” più importanti d’Italia.

Faenza
[oblo_image id=”1″]La mitologia fa risalire la fondazione della città agli attici che edificarono: «Faoentia» (che significa «splendo fra gli dei»). In realtà, era un piccolo villaggio etrusco, che ben presto entrò nella sfera di influenza romana fino a quando le invasioni barbariche la riportarono nell’anonimato. La sua rinascita coincise con l’alleanza tra il Papa e Carlo Magno nel 774 e il periodo di maggior splendore fu sotto la dinastia dei Manfredi (dal XIV al XVI sec.) durante la quale la città registrò un notevole sviluppo architettonico e artistico. Faenza, infatti, è una splendida città d’arte la cui fama brillava nel periodo rinascimentale – e brilla ancora oggi – per la produzione di oggetti in ceramica, di squisita fattura. Il toponimo stesso della città divenne sinonimo di ceramica (maiolica) in francese (faïance) e inglese (faience). E tutt’oggi ci sono oltre 60 botteghe artigiane che lavorano questo materiale ispirandosi sia alla tradizione che all’arte contemporanea. Feanza è anche un centro culturale e gastronomico molto vivace. Tra le presenze architettoniche più insigni la chiesa della Commenda, il cui campanile, a forma ottagonale con scala a chiocciola interna ed anima cilindrica, è uno dei più importanti monumenti altomedievali della regione.

Imola
[oblo_image id=”4″]Nel II sec. a.C. quando i romani cominciarono la costruzione della via Emilia la direttrice principale era proprio Imola. Un secolo dopo, infatti, era un centro molto prospero tanto che fuori dalla città venne addirittura edificato un anfiteatro da quindicimila posti e le strade interne erano selciate, come in tutti i centri romani importanti. Il nome di Imola, però, apparve solo verso il 750 con i Longobardi (forse dal nome di un castello sorto sulle colline). Dopo di loro e per più di un millennio, fu la Chiesa ad esercitare il proprio dominio. Chiaramente la storia di Imola non si distacca da quella delle altre città della zona: a fine Settecento giunsero in città le truppe di Napoleone e infine Imola fece parte della Repubblica italiana prima e del Regno d’Italia in seguito. La Rocca Sforzesca è il monumento più imponente della città: le possenti mura e i quattro torrioni circolari agli angoli della struttura quadrilatera le danno il tipico aspetto di fortezza rinascimentale. Ma a Imola rombano anche i motori più famosi d’Italia, quelli della Ferrari che, dalla vicina Maranello spesso si esercita nel circuito di Imola (intitolato proprio ad Enzo e Dino Ferrari).

Forlì
[oblo_image id=”3″]L’origine del nome Forlì sembra derivare da “Foro di Livio”. Anch’essa centro romano, per molti secoli Forlì godette di una relativa tranquillità, come centro di raccolta e smistamento dei prodotti agricoli della zona, trasportati lungo la direttrice della via Emilia. Le sue sorti furono le stesse del resto della Romagna, subordinata alle dominazioni di turno per lungo tempo. In pieno medioevo il ruolo politico di Forlì crebbe di importanza e poi nei primi anni del Cinquecento perse ogni autonomia e fu incorporata nello Stato Pontificio. Il lungo torpore fu scosso soltanto con l’arrivo delle truppe giacobine dopo la rivoluzione francese. L’Ottocento forlivese fu dominato dalla figura di Aurelio Saffi, instancabile mazziniano che si batté con tutti i mezzi per l’unità d’Italia. Il cuore della città è senz’altro la piazza che porta il suo nome, su cui si affaccia la basilica di San Mercuriale con l’altissimo campanile del 1180. Alla fine del Borgo si trova invece la massiccia Rocca di Ravaldino, dove visse anche Caterina Sforza.

Rimini
Situata in una posizione geografica particolarmente favorevole, la città di Rimini rispecchia nella pianta attuale la prima sistemazione urbanistica romana. All’età comunale (dal 1175) si collegano i principali monumenti tutt’ora presenti, a cominciare dalla cinta muraria. Alla fine del Duecento, poi, per il sopravvento della famiglia dei Malatesta, la città trasformò il proprio governo in “signoria”. L’apogeo di questo dominio fu nel ‘400 con Sigismondo Pandolfo che celebrò la sua figura di mecenate, principe e condottiero nella realizzazione di due grandi opere monumentali: il Castello e il Tempio. All’architettura del Tempio (1447), purtroppo rimasto incompiuto, mise mano Leon Battista Alberti, che ideò un rivestimento marmoreo di nuovissima concezione. Al suo interno è custodito un affresco di Piero della Francesca e anche un grande crocifisso su tavola dipinto da Giotto intorno al 1312. Parallelamente iniziarono i lavori per Castel Sismondo, concepito come palazzo, fortezza, sede per la corte e per la guarnigione e come segno di potere. La costruzione, con le poderose muraglie a scarpa, ha conservato intatto tutto il suo fascino. Nel 1860, Rimini venne annessa al Regno d’Italia dopo un plebiscito che rivelò una compattezza per lo meno sospetta (4802 sì contro due soli no). Solo nell’Ottocento la città scopre la “Marina”, tutt’oggi polo di interesse economico e culturale, e inaugura il celebre Grand Hotel. Sempre a Rimini, infine, nasce Federico Fellini indimenticabile poeta e regista.

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