E’ stimato tra 60 e 80 milioni di dollari (circa 53,5-71,4 milioni di euro) «Litzlbergkeller», uno dei paesaggi più significativi del pittore austriaco Gustav Klimt (1862-1918), protagonista della 20th Century Evening Sale organizzata da Christie’s a New York il prossimo 17 novembre, nell’ambito della settimana autunnale dedicata alle aste dell’arte del XX e XXI secolo. Realizzato tra il 1915 e il 1916, il dipinto a olio su tela misura 110,5 per 110,5 centimetri e raffigura uno scorcio del lago Attersee, in Austria, con al centro il Litzlbergkeller, una birreria con locanda situata sulla sponda settentrionale del lago. L’opera sarà esposta a Hong Kong dal 27 al 29 ottobre, prima di essere presentata al Rockefeller Center di New York a partire dal 7 novembre. Il dipinto torna sul mercato dopo essere rimasto per quasi trent’anni nella stessa collezione privata. Nel maggio 1997, in occasione della vendita della tenuta di Serge Sabarsky, gallerista, collezionista e cofondatore della Neue Galerie, aveva stabilito un record mondiale per un’opera di Klimt venduta all’asta.
La composizione riflette la ricerca artistica sviluppata dal pittore austriaco durante i soggiorni estivi sulle rive dell’Attersee, dove trascorse gran parte delle estati dal 1900 fino agli ultimi anni della sua vita. Il paesaggio è costruito attraverso superfici cromatiche compatte, intrecci di alberi e sfumature di verde, secondo una tecnica che avvicina la rappresentazione naturalistica a una visione decorativa e quasi astratta. L’edificio è circondato dalla vegetazione, mentre la parte inferiore della tela restituisce il riflesso del paesaggio sull’acqua. La scena è priva di figure umane e di qualsiasi segno di attività quotidiana: una scelta che accentua il carattere contemplativo dell’opera e restituisce un’immagine idealizzata della quiete del lago.
«Litzlbergkeller» occupa una posizione particolare nella produzione di Klimt. A differenza di molti paesaggi, nati da una ricerca personale e dalla libertà sperimentale dei soggiorni estivi, il dipinto fu realizzato anche su commissione del banchiere e imprenditore Otto Primavesi, insieme alla moglie Eugenia, tra i più importanti sostenitori dell’artista in quella fase della sua carriera. Klimt iniziò a lavorare alla tela nell’estate del 1915, completandola nel maggio 1916 nel proprio studio di Vienna. Per elaborare la composizione osservò il paesaggio dalla sponda opposta del lago, avvalendosi anche di un telescopio e di immagini da cartolina.
Dopo essere appartenuto alla famiglia Primavesi, il dipinto passò attraverso diverse collezioni, tra cui quella del fotografo e antropologo austriaco Hugo Bernatzik, prima di entrare in possesso di Sabarsky. Fu quindi acquistato dalla famiglia dell’attuale proprietario durante la vendita del 1997, raggiungendo il primato che ne ha consolidato la rilevanza sul mercato internazionale. Negli ultimi anni l’opera è stata concessa in prestito a lungo termine al Leopold Museum di Vienna, dove è stata esposta al pubblico prima del suo ritorno sul mercato.
Secondo Giovanna Bertazzoni, presidente di Christie’s Europe, il dipinto si distingue per una struttura compositiva articolata in tre elementi: la foresta di querce, la casa immersa nel fogliame e il riflesso del paesaggio sul lago. Per Max Carter, responsabile globale per l’arte del XX e XXI secolo della casa d’aste, l’opera rappresenta un punto d’incontro tra la tecnica decorativa di Klimt e l’astrazione, tra la forma riconoscibile e la sua dissoluzione.
La vendita si inserisce nella strategia di Christie’s di riunire, nell’ambito delle aste serali, opere capaci di attraversare differenti linguaggi e periodi della storia dell’arte. La valutazione di «Litzlbergkeller», compresa tra 60 e 80 milioni di dollari (circa 53,5-71,4 milioni di euro), conferma il peso dei dipinti di Klimt nel segmento più alto del mercato internazionale, dove provenienza, rarità e storia espositiva contribuiscono a determinarne l’interesse collezionistico. (di Paolo Martini)