HomeSpettacoloCinemaAz Zeeb di Rafael Guendelman vince Archivio Aperto 2026: la Palestina scomparsa...

Az Zeeb di Rafael Guendelman vince Archivio Aperto 2026: la Palestina scomparsa rivive in Super 8

- Advertisement -

Una storia di esilio, memoria e identità divisa tra tre paesi. Az Zeeb del regista cileno Rafael Guendelman Hales, nato da padre ebreo e madre palestinese, ha vinto il Premio della Giuria del Concorso internazionale di Archivio Aperto, il festival bolognese dedicato al cinema d’archivio giunto alla XIX edizione. La cerimonia di premiazione si è tenuta oggi, 25 ottobre 2026, a Bologna, al termine di una settimana di proiezioni e incontri.

Il film nasce da una scoperta casuale: dopo la morte della nonna, Guendelman trova più di quaranta pellicole in Super 8 e alcuni quaderni di traduzioni dall’ebraico allo spagnolo. Da lì parte un’indagine sul passato paterno, che ripercorre la migrazione della famiglia dal Cile a Israele negli anni Settanta. Ma l’indagine si allarga presto al ramo materno, segnato dall’assenza quasi totale di immagini. Il regista si reca allora in Palestina per costruire un archivio nuovo, girando quasi esclusivamente in Super 8 e giustapponendo filmati di epoche diverse, testimonianze familiari e frammenti di memoria collettiva.

Il premio vale 2.500 euro.

La motivazione della giuria: memoria che diventa azione politica

La Giuria Ufficiale, composta da Andre Habib (docente di cinema all’Università di Montréal), Anna Masecchia (professoressa di Cinema all’Università di Firenze) e dal regista Alessandro Rossi, ha motivato la scelta con queste parole: Tra Cile, Israele e Palestina, Az Zeeb intreccia, con grande efficacia narrativa e emotiva, fotografie e film di epoche diverse della famiglia ebreo-palestinese del regista. L’atto creativo, intrecciando le testimonianze e utilizzando il Super 8 per ricostruire, in tempi recenti, le immagini mancanti di una Palestina scomparsa, restituisce, grazie al dialogo intergenerazionale e non senza momenti di salvifica ironia, il passo di una memoria che si fa viva e che continua a trasformare la ferita e il trauma in azione politica.

La menzione speciale del Concorso internazionale è andata a The Clearing di Sabine Groenewegen, film sullo sfruttamento olandese della foresta pluviale di Sumatra e sulla violenza sistematica e taciuta sulle donne. La giuria lo ha definito un lavoro altamente sperimentale che lavora sulla materialità dei documenti, sulla dilatazione temporale e sulla profondità del silenzio per invitare lo spettatore a esplorare le immagini con senso critico.

Miglior cortometraggio e Giuria Giovane

Il Premio da 1.000 euro per il Miglior Cortometraggio è andato a Winter Blumen Garten di Sara Pineros Cortes, uno scambio in forma di lettere cinematografiche tra Heidrun, una donna viennese ritratta attraverso filmati d’archivio, e Sara, una migrante colombiana che lavora al Museo del Cinema austriaco. Menzione speciale a Equal Dust di Jani Peltonen, viaggio immaginario nella Helsinki del 1983 tra un’esercitazione nucleare della Nato e le canzoni finlandesi dell’Eurovision Song Contest.

La Giuria Giovane ha premiato Auber 89 di Giuseppe Schillaci, che ricostruisce la storia della periferia parigina dagli anni Ottanta a oggi: dalla speranza di un ambizioso progetto di riqualificazione urbana alla progressiva marginalizzazione sociale e razziale. Nella categoria cortometraggi la Giuria Giovane ha scelto Equal Dust di Peltonen, assegnando menzioni speciali a Forgotten Spaceman di Elham Ehsas, storia del primo e unico astronauta afghano nello spazio, e a Intersecting Memory di Shayma’ Awawdeh, che ricostruisce la Seconda Intifada a Hebron attraverso rarissime immagini d’archivio.

Open Frame: il debutto del concorso per le nuove generazioni

Questa edizione ha visto anche la prima assegnazione dei premi di Open Frame, nuovo concorso dedicato alle opere nate in contesti universitari, di residenza e laboratoriali. La giuria, composta da Flavia Mazzarino (Università della Svizzera Italiana), dalla produttrice e ricercatrice Margot Mecca e da Massimiliano Mollona (Università di Bologna), ha assegnato il Premio in riuso del materiale filmico della Fondazione Home Movies a Altrimenti inventa di Meriam Jarboua.

Il film affronta l’assenza, nell’immaginario visivo collettivo, delle persone nordafricane emigrate in Italia prima degli anni Novanta. La giuria lo ha premiato per uno sguardo sull’archivio che non si fida delle immagini ma le interroga anche nelle loro limitazioni; per un gesto che non si rivolge solo al passato ma guarda anche al presente sotto forma di una rinuncia alle immagini; per la promessa di un nuovo cinema fondato sul frammento e sulla narrazione collettiva della storia orale. Menzione speciale a Men 3eoni di Ruba Alsharki, per la capacità di raccontare la resistenza palestinese attraverso tre immagini e voci che abbracciano momenti diversi della lotta, culminando in una voce femminile che convoglia la rabbia e l’esperienza del sumud, la persistenza.

Archivio Aperto è organizzato dalla Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia di Bologna. Il programma completo e tutti i premi assegnati sono disponibili su www.archivioaperto.it.

- Advertisement -
ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Advertisment -

Più letti

- Advertisement -

COMMENTI RECENTI