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Festa del Cinema di Roma, Paul Bettany: “Il fascismo sta tornando perché stiamo dimenticando la Storia”

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“L’eredità più pericolosa che lasceremo alle nuova generazioni? Credo che oggi le persone tendano a dimenticare la storia. Mi preoccupa il ritorno del fascismo in diverse parti del mondo e l’avanzata di certe politiche di destra. Spesso diamo per scontato un senso di umanità e rispetto reciproco, ma in realtà questi valori vanno tutelati e regolati. È il motivo per cui esistono i semafori: senza regole, ognuno penserebbe di avere la precedenza”. Così Paul Bettany all’Adnkronos riflette sul tema dell’eredità, uno dei fili conduttori di ‘VisionQuest’, la nuova serie Marvel Television che segna il ritorno dell’androide Visione. Lo show, creato da Terry Matalas, conclude la trilogia iniziata nel 2021 con ‘WandaVision’ e proseguita nel 2024 con ‘Agatha All Along’. Secondo il co-protagonista Ruaridh Mollica “il disinteresse nei confronti del pianeta. Penso ai cambiamenti climatici e al riscaldamento globale. Sicuramente stiamo migliorando e molte persone, soprattutto tra i più giovani, stanno prendendo coscienza della situazione e si stanno assumendo maggiori responsabilità, perché capiscono che il mondo è letteralmente in fiamme, come vediamo ogni giorno nelle notizie. Tuttavia, credo che questa sia un’eredità che continueremo a trasmettere alle prossime generazioni, perché ormai sono stati causati danni enormi”.

Nella serie Visione è stato riavviato ed è sfuggito a coloro che volevano trasformarlo in un’arma. Vive ormai nascosto. Alla ricerca di un nuovo significato per la propria esistenza, si rivolge alle personalità di intelligenza artificiale integrate nella sua programmazione, tra cui F.R.I.D.A.Y., E.D.I.T.H., J.A.R.V.I.S. e il famigerato Ultron. La sua vita nell’ombra viene sconvolta quando una taglia sulla sua testa lo costringe alla fuga insieme a Thomas Shepard, un misterioso ragazzo che potrebbe essere suo figlio reincarnato. Mentre cerca di sfuggire alla cattura, Visione deve confrontarsi con la propria natura, resistere all’influenza di Ultron e fare luce sull’enigma che avvolge il suo giovane compagno, se vuole riuscire a sopravvivere. La serie invita a interrogarsi sul ruolo dell’intelligenza artificiale e sul significato stesso dell’essere umani. “La Marvel ha sempre affrontato queste questioni, fin dall’introduzione di Ultron e Visione. Ultron rappresenta una versione oscura dell’intelligenza artificiale, che vuole sottomettere l’umanità perché è disturbata dall’inefficienza degli esseri umani. Visione, invece, rappresenta una possibilità diversa: è proprio quell’inefficienza ad affascinarlo”, spiega Bettany, che sottolinea: “La democrazia non è efficiente, come non lo sono i bambini perché impiegano molti anni prima di diventare utili. E anche l’arte lo è. Ma Visione considera queste caratteristiche ciò che rende gli esseri umani straordinari”.

Come Pinocchio, Visione si interroga su cosa significhi essere umano. E come la creatura di Frankenstein si chiede ‘perché sono stato creato? Qual è il mio posto nel mondo?’. Una riflessione che, secondo Mollica, oggi rischiamo di fare sempre meno. “A volte dimentichiamo di fermarci e fare il punto con noi stessi, chiederci quale sia il nostro ruolo e qual è il nostro scopo come esseri umani. Ci perdiamo nella grande rete della vita, del lavoro e di tutto il resto”. Una sensazione condivisa da Bettany, che individua nelle infinite distrazioni della contemporaneità uno dei principali ostacoli alla riflessione personale. “Nella mia vita ce ne sono tantissime. Vorrei buttare via il cellulare”, scherza. “Ma ormai è legato non solo al lavoro, anche alla famiglia e alla possibilità di essere sempre reperibili. Tutti si aspettano di avere la tua attenzione immediatamente. E poi crea dipendenza. Mi ritrovo a scorrere articoli sulla fine del mondo e video sui social per ore”.

E sul sentirsi emarginati come Vision, Mollica ricorda di essersi spesso sentito diverso durante l’adolescenza. “Ero il ragazzo strano della scuola. Facevo fatica a fare amicizia e a trovare il mio posto. Crescere e attraversare l’adolescenza è probabilmente una delle cose più difficili che esistano. Se un giorno avrò dei figli, sarà quello il periodo che mi spaventerà di più: quando non sai ancora chi sei, tutto appare spaventoso e le persone possono essere molto crudeli”. Per Bettany, il momento più difficile è la convinzione che quel disagio non finirà mai. “Quando sei giovane hai la sensazione che il modo in cui ti senti in quel momento durerà per sempre. Naturalmente non è così, ma serve tempo per capirlo. Alla fine tutto cambia”. Nella serie, oltre Mollica (nato a Prato da madre scozzese e padre italiano), c’è un po’ di Italia. In una scena, infatti, i due attori comunicano in italiano: “Ho avuto un insegnante fantastico e mi avevano fatto credere che la mia voce sarebbe stata doppiata da un attore italiano. Poi hanno deciso di tenere la mia interpretazione originale: è stata una bella sorpresa”, scherza. L’attore ricorda poi che sua moglie, l’attrice Jennifer Connelly, parla fluentemente italiano grazie alle esperienze cinematografiche vissute nel in Italia con Sergio Leone in ‘C’era una volta in America’ e con Dario Argento in ‘Phenomena’: “Quando provo a parlare italiano o francese, spesso prende il controllo della conversazione. Non vuole vedere suo marito fare troppa fatica”, racconta scherzando. (di Lucrezia Leombruni)

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