HomeRubricheNuovi paesaggi o... nuovi strumenti?Orientamento in fotografia: mantenere la direzione

Orientamento in fotografia: mantenere la direzione

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Sino ad ora abbiamo trattato di fotografia ponendo l’accento su contenuti, significati e comunicazione. In altre parole, ci siamo dati un orientamento. Vediamo ora come riuscire a continuare lungo il tracciato.

Orientamento: seguire la rotta

È importante, quando c’è interesse per la ricerca, seguire un percorso. Non importa quale sia; tuttavia, è fondamentale cercare di mantenere la rotta intrapresa. La capacità di non lasciarsi distrarre da altri elementi, estranei all’obiettivo prefissato, è la base per mantenere attiva l’attenzione e continuare a viaggiare serenamente.

Come illustrato nella serie precedente, l’orientamento consiste nell’imparare a fotografare per comunicare, esercitare il discernimento, inserire nell’immagine soltanto gli elementi utili alla comunicazione. L’esperienza consiste nel saper vedere, mettendo insieme l’impostazione interiore, il desiderio di raccontare – quello che abbiamo chiamato urgenza di comunicare – e la parte tecnica. Soprattutto quest’ultima è una componente imprescindibile, perché consente di evitare che i mezzi tecnici diventino un ostacolo pratico anziché il corretto supporto operativo.

Conoscere gli strumenti

Abbiamo parlato anche di orientamento nella scelta delle fonti. Selezionare dove attingere dati importanti per affinare la conoscenza degli strumenti che maneggiamo è laborioso e richiede tempo, pazienza e attenzione.

Imparare le funzioni della nostra macchina fotografica è semplice: basta leggere il libretto delle istruzioni. C’è da constatare che oggi – a differenza di quanto succedeva con le fotocamere a pellicola dove per le istruzioni bastava una trentina di pagine – abbiamo per le mani veri e propri tomi enciclopedici (A titolo di esempio, il manuale della mia Nikon D750 contiene 507 pagine).

Al di là delle funzioni secondarie, le impostazioni di base restano comunque le solite tre: sensibilità, tempo di scatto e diaframma. Semplificando, significa che, una volta stabilite queste regolazioni, tutto il resto è approfondimento collaterale e, soprattutto, indipendente dall’orientamento di contenuto delle immagini.

Questo non significa che le impostazioni tecniche siano estranee alla comunicazione. Tempo di scatto e diaframma, per esempio, possono contribuire direttamente a determinare ciò che l’immagine comunica: il primo attraverso la rappresentazione del movimento o della sua assenza, il secondo attraverso la profondità di campo e quindi la possibilità di stabilire cosa rendere più o meno evidente. La tecnica, dunque, rimane uno strumento; ma, proprio perché deve essere al servizio dell’intenzione, è necessario conoscerla abbastanza bene da non doverle dedicare un’attenzione che dovrebbe essere rivolta, invece, a ciò che stiamo cercando di raccontare.

Orientamento: Barche di Sera - Foto©Marco Baracco
Barche di Sera Foto©Marco Baracco
Coerenza nel passaggio

A questo punto si concretizza il passaggio dall’orientamento alla disciplina del percorso: una volta stabilito che fotografare significa comunicare, conoscere e governare gli strumenti diventa un mezzo per non perdere quella direzione.

Proseguendo sullo stesso tracciato, emerge la distinzione tra ciò che appartiene alla tecnica e ciò che appartiene alla comunicazione. La macchina fotografica deve essere conosciuta abbastanza bene da diventare trasparente: non deve occupare l’attenzione nel momento in cui si fotografa.

C’è però ancora un passaggio che completa l’orientamento: sensibilità, tempo e diaframma sono le impostazioni necessarie di base, tuttavia il loro ruolo non è puramente tecnico. In realtà, soprattutto tempo e diaframma, possono partecipare direttamente alla comunicazione: il tempo può suggerire immobilità o movimento, il diaframma può determinare cosa includere nella percezione dello spazio attraverso la profondità di campo. La sensibilità interviene soprattutto come possibilità operativa, con conseguenze sulla qualità dell’immagine.

Possiamo quindi sintetizzare così l’orientamento: conoscere gli strumenti non significa soltanto saperli impostare, ma saper scegliere le impostazioni in funzione di ciò che si vuole comunicare. È il punto in cui la tecnica smette di essere un capitolo separato e torna a coincidere con l’intenzione fotografica.

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