
Diogo Mainardi è uno scrittore, un poeta, un giornalista, opinionista per Globosat, un intellettuale, un sognatore. E soprattutto è un padre. Ha scoperto le gioie più deliranti dell’essere genitore e ha conosciuto l’abisso di sofferenza di vedere il proprio figlio che sta male. Tito, nato nel Settembre del 2000, è nato menomato per un drammatico errore causato dall’ospedale che doveva provvedere al parto. Ha raccontato la sua storia in un libro, La caduta , che è una delle produzioni più rivoluzionarie sul piano letterario degli ultimi anni. Non è un’autobiografia né un freddo reportage di una disavventura. E’ un romanzo, ma un romanzo come non si è mai letto. E’ un continuo susseguirsi di parentesi tonde, quadre e graffe che in una sorta di avveniristico ipertesto continuano a rimandare a nuovi link. Straodinariamente letterario e ricco di cultura, regala chicche in ogni pagine. Il lettore ha l’impressione di essere condotto per mano in un bosco rigoglioso dove ogni angolo regala infiniti spunti: non ha paura di perdersi ma sente sempre forte il desiderio di conoscere qualcos’altro, di saperne di più, di farsi raccontare un dettaglio aggiuntivo.
Diogo Mainardi non ha reticenze a dipingere anche le tinte più cupe del dolore, ma spazza e spiazza tutto e tutti con improvvisi bagliori. Tito è gioia, assisterlo in ogni suo miglioramento è la sfida più esaltante che accompagna ogni giorno il genitore. Un passo in più che viene visto come una scalata epica, la caduta che diventa l’occasione per rialzarsi ancora, per gridare al mondo : “Ci sono, ci sono ancora”. C’è la rabbia nei confronti di chi ha sbagliato, ma è un’ira poetica, deliziosa nel garbo e nello stile in cui è portata. Estetica ed estatica. Diogo Mainardi è ospite a Le Invasioni Barbariche nella puntata di mercoledì 9 aprile in cui racconta la sua storia, il suo mondo. Si rivede in un quadro di Canaletto, se la prende con l’architetto che oltre mezzo millennio ha “indirettamente” complicato la sua vita oltre 500 anni fa, rivisita la storia con la sua penna che sa essere cesello e mannaia secondo gusto e occasione.
Per capire bisogna capirlo. E per capirlo bisogna leggerlo. Con la certezza che ogni pagina del suo libro arricchirà come quei viaggi che ti segnano la vita.