Varese in paradiso, Fortitudo ad un passo dall’inferno

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[oblo_image id=”1″] Dopo ogni caduta, si può sempre risalire. Magari soffrendo, vivendo una stagione di passione, ma alla fine si può festeggiare con il sollievo di chi sa di essersi lasciato il peggio alle spalle. E la promozione della Cimberio Varese, una delle grandi storiche del nostro basket, premia la concretezza di una realtà che si è affacciata sui campi di periferia con umiltà ed orgoglio. Guidata da un tecnico navigato come Stefano Pillastrini e capitanata da un pilastro della pallacanestro azzurra come Giacomo Jack Galanda. L’ultimo atto del campionato si è consumato tra le mura amiche contro la rivelazione Veroli. Come previsto lotta senza quartiere ma alla fine i lombardi si sono imposti per 81-70 dando il via agli incontenibilli festeggiamenti del PalaWhirhool per il ritorno nella massima serie.

Quasi da crudele contraltare, nelle stesse ore la Fortitudo Bologna vedeva nuovamente aggravarsi la propria posizione. La sconfitta esterna contro Cantù pesa come un macigno sulla classifica. I felsinei occupano ora il penultimo posto e per rimanere in A1 dovranno conquistare una vittoria in più di Rieti nelle ultime due giornate. Una situazione critica, se non disperata. E pensare che le vittorie dell’ultima settimana sembravano rilanciare le azioni della Gmac. A rendere tutto più angosciante è la consapevolezza di non essere più padroni del proprio destino, la salvezza passa anche attraverso una combinazione di risultati favorevoli dagli altri campi. Guai però ad arrendersi: le storie più belle si possono scrivere partendo dagli scenari più infidi. Provare a chiedere a Varese…