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Una Didone abbandonata, la Maria Maddalena di Cozzoli

[oblo_image id=”2″]L’immagine è quella di una statua di donna ricoperta da un lenzuolo bianco, lì al centro dell’altare. Siamo a Molfetta in Via Dante, nella Chiesa Santa Maria Consolatrice degli Afflitti, meglio conosciuta come Purgatorio. Non è una donna qualsiasi, è Maria Maddalena, una devota discepola di Gesù, definita apostola degli apostoli, abilmente plasmata dal noto scultore locale Giulio Cozzoli. Un lenzuolo che la ricopre “idealmente” da oltre 50 anni. Da quando cioè l’allora Vescovo mons. Achille Salvucci definì quell’opera non degna di essere portata in processione il Sabato Santo. Capelli lunghi, braccia e spalle scoperte, le valsero l’appellativo di “scandalosa”. A far cadere quel “lenzuolo” (ed anche quella scomoda definizione) ci hanno pensato don Francesco Gadaleta e il dott. Francesco Stanzione priore dell’Arciconfraternita della Morte che Domenica 13 gennaio, durante una suggestiva manifestazione, hanno svelato ai numerosi presenti un “capolavoro” quasi dimenticato del grande scultore molfettese. Un evento che giunge a conclusione delle celebrazioni del cinquantenario della morte di Cozzoli, ha ricordato il direttore scientifico del progetto prof. Gaetano Mongelli, docente di Storia dell’Arte Moderna e Contemporanea presso l’Università di Bari. Uno scultore la cui memoria merita di essere celebrata al massimo perchè capace di raccontare tanto.
Tutti i meno giovani avevano sentito parlare di quest’opera, ha sottolineato il sindaco Avv. Antonio Azzollini. Grazie al nipote Maurangelo Cozzoli e alla sua famiglia il mito è diventato realtà. Si potrà continuare ad ammirare questo capolavoro fino al 4 febbraio nella chiesa del Purgatorio, dopo di chè la statua verrà trasferita alla Fabbrica di San Domenico.

[oblo_image id=”1″]Riabilitata quindi un opera che al giorno d’oggi cattura l’attenzione non certo per le sue braccia e spalle scoperte, ma per quell’espressione in volto di dolore accentuata dalle mani intrecciate e protese in avanti.Così come suscitano tanta curiosità l’esposizione dei bozzetti realizzati dallo scultore, come studi preparatori alla realizzazione delle statue del Sabato Santo. Grande soddisfazione degli intervenuti e unanimi consensi, proprio come piaceva a Giulio Cozzoli che amava molto confondersi tra la folla per ascoltare il parere della gente. Lui non c’era ma la straordinaria bellezza della sua arte … si.

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