Un bel dì saremo… ciò che fu e ciò che è Modena. A teatro.

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Cosa è accaduto alla città nel Novecento? Ai suoi confini, ai suoi spazi e ai suoi abitanti? Quale racconto di sé ci ha lasciato, per continuarlo in questo nuovo secolo? Parte da queste semplici e pregnanti domande il nuovo progetto di teatro partecipato prodotto da Emilia Romagna Teatro Fondazione con il patrocinio del Comune di Modena. Dopo il successo de Il ratto d’Europa (2012) e Carissimi Padri… (2015), Un bel dì saremo. L’azienda è di tutti e serve a tutti segna il ritorno a Modena degli attori Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Lino Guanciale, Diana Manea, Eugenio Papalia e Simone Tangolo e dello scrittore Paolo Di Paolo: il Gruppo di Lavoro così composto ripercorrerà le numerose vicende che hanno accompagnato l’evoluzione dell’idea e degli spazi della città nel secolo scorso, partendo dalle vicende di Modena. Più nello specifico, il progetto prenderà avvio dalla rievocazione dell’epopea dell’area industriale di Viale Sigonio, storica sede dell’AEM (Aziende Elettriche Municipalizzate) poi divenuta AMCM (Aziende Municipalizzate del Comune di Modena). Atelier, laboratori, letture, musiche, cene-spettacolo, visioni fotografiche, spettacoli itineranti, incontri, film e molto altro coinvolgeranno per i prossimi due anni i cittadini e oltre quaranta partner di Modena e Provincia, così come diverse associazioni, istituzioni e Scuole del territorio. Ognuno porterà in dote il racconto teatrale del suo Novecento, la sua personalissima allegoria del “secolo breve”, per provare poi a costruire insieme una grande narrazione collettiva di cosa sia stato e cosa significhi ancora il secolo da poco trascorso.

Come già sperimentato in occasione de La resistibile ascesa di Arturo Ui (ERT / Teatro di Roma 2011), Il ratto d’Europa (ERT / Teatro di Roma 2012) e Istruzioni per non morire in pace (ERT / Teatro della Toscana 2016), il progetto Un bel dì saremo si strutturerà sul doppio binario di un percorso partecipato e di uno spettacolo/sintesi del percorso di studio che ne deriva, teso ad articolare nuove modalità di relazione tra il teatro e la città. «Una manciata di giorni, dal 21 al 29 gennaio – afferma Claudio Longhidaranno cominciamento a un’altra quête che, partendo dalla narrazione in forma scenica dell’epopea dell’area industriale di viale Sigonio, storica sede dell’AEM, poi divenuta AMCM, sul  filo di un articolato percorso di ideazione collettiva chiamerà, nei prossimi due anni, l’intera città di Modena a raccontarsi, rievocando le vicende di spazi suggestivi come l’“officina centrale elettrica” o la “rimessa dei trams”. E tra le pieghe del romanzo delle municipalizzate modenesi sarà la stessa “storia grande” del Paese – dalle due tragiche guerre mondiali, alla ricostruzione e al boom economico, giù giù fino alle utopie della seconda Repubblica – a riflettersi e ritrovarsi dentro le cronache del capoluogo emiliano»

La Sala Boldrini del Centro Sportivo Italiano – Comitato di Modena (con cui l’evento è realizzato) ospita martedì 24 gennaio alle ore 20.30 la cena-spettacolo Festa-di-voracità – capitolo I: riannodando i fili di storie all’apparenza minute, Donatella Allegro, Michele Dell’Utri, Simone Francia, Lino Guanciale, Diana Manea, Eugenio Papalia e Simone Tangolo daranno vita a una serata in cui rievocheranno echi e ambienti dell’Italia del dopoguerra, gli anni Quaranta e Cinquanta.

Si prosegue sabato 28 gennaio alle ore 21.00 presso il Teatro Storchi con l’atelier L’ElettriCittà.  I 200 partecipanti alle prove del 21 e 22 gennaio, realizzate in collaborazione con Arci – Comitato provinciale di Modena, e gli attori del progetto si riuniranno dando vita ad un vivace atelier che animerà i luoghi del Teatro Storchi rievocando la memoria dei primi del Novecento, gli animati dibattiti e le pioneristiche imprese che tentarono di dominare l’elettricità, bene allora ignoto ma già di enorme interesse.

Domenica 29 gennaio alle ore 10, 11 e 12 nei pressi della fermata del bus della Biblioteca Crocetta si terrà l’ultimo appuntamento con lo spettacolo itinerante LINEA F(uturo), realizzato con SETA s.p.a. e l’Ufficio Ricerche e Documentazione sulla Storia Urbana del Comune di Modena: dalle spoglie delle OCI-FIAT alla ‘storica’ rimessa dei tram, passando per la Manifattura Tabacchi, il gruppo di lavoro darà vita a un ‘filo-dramma’ rievocando la città di Modena degli anni Venti e Trenta.

Progredire ‘900
Mappe del passato, sogni del futuro
21//29 gennaio 2017

Gruppo di Lavoro
Donatella Allegro, Nicola Bortolotti, Gaia Buzzi, Michele Dell’Utri, Paolo Di Paolo, Simone Francia, Riccardo Frati, Lino Guanciale, Diana Manea, Giulia Maurigh, Eugenio Papalia, Giacomo Pedini, Gianluca Sbicca, Vittorio Taboga, Simone Tangolo.

Info
Tutte le iniziative sono a ingresso gratuito fino esaurimento posti disponibili.
Prenotazione obbligatoria (unbeldi@emiliaromagnateatro.com) per la cena-spettacolo Festa-di-voracità e LINEA F(uturo).

www.emiliaromagnateatro.com
unbeldi@emiliaromagnateatro.com
www.unbeldisaremo.it

 

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