Un forno elettrico ad arco che dialoga con soprano, oboe e percussioni. Giovedì 5 novembre 2026, nella Sala Carroponte del NOI Techpark di Bolzano, va in scena la prima europea di Il suono del calore. Fuoco, acqua, terra, aria, opera lirica da camera firmata dal compositore e oboista Arnaldo De Felice e dal librettista Antonello Mordeglia. L’ingresso è gratuito, con registrazione obbligatoria.
L’opera non è una replica della prima mondiale, andata in scena il 1° agosto 2025 al Padiglione Italia di Expo Osaka. Per Bolzano è stata ripensata nella forma: l’organico è completo e la sezione di percussioni risulta ampliata rispetto alla versione giapponese. Al centro della composizione restano il calore, la trasformazione della materia e i quattro elementi che danno il titolo ai Canti: Fuoco, Acqua, Terra e Aria.
Il Q-One in partitura: quando la fornace diventa strumento
La particolarità dell’opera sta nella sua strumentazione. Il Q-One, forno elettrico ad arco sviluppato da Danieli Automation, non è un semplice effetto sonoro di scena: i suoni registrati durante le fasi produttive reali dell’impianto sono stati intonati e scritti in partitura, e verranno diffusi in sala durante l’esecuzione. La macchina industriale partecipa così all’opera accanto a soprano, oboe, pianoforte a coda e un ensemble di percussioni che comprende venti timpani, due xilofoni, due marimbe, due vibrafoni, quattro temple block e quattro gran casse.
Immagini del forno in funzione, dell’acciaieria e della sala di controllo accompagnano la rappresentazione, mentre variazioni cromatiche scandiscono i quattro Canti mettendo in relazione musica, immagini, luce e architettura industriale. La durata è di circa 35-40 minuti, senza intervallo.
La genesi del progetto risale a un incontro a Bangkok, nella residenza dell’Ambasciatore d’Italia, tra De Felice e Mordeglia. La successiva visita del compositore alle acciaierie Shinkansai di Osaka ha dato avvio alla drammaturgia musicale.
Gli interpreti della prima europea
Sul palco della Sala Carroponte saliranno Sabina von Walther al soprano e Arnaldo De Felice all’oboe. Al pianoforte Giulio Garbin, alla direzione Gianmaria Romanenghi. Le percussioni sono affidate a Ichos Percussion, ensemble formato interamente da ex studenti del Conservatorio Claudio Monteverdi di Bolzano.
L’evento è promosso dalla Libera Università di Bolzano — Facoltà di Ingegneria — in collaborazione con il Conservatorio e con il gruppo Danieli, con il sostegno di Windkraft Ensemble.
Una giornata tra università, industria e musica
Il concerto serale conclude una giornata che inizia al mattino con una lezione di Mordeglia agli studenti della Facoltà di Ingegneria. Il programma riflette l’intenzione dei promotori di costruire un dialogo stabile tra formazione universitaria e mondo produttivo.
Questa iniziativa mostra in modo molto concreto come l’università possa essere un luogo d’incontro tra discipline diverse, afferma Federico Giudiceandrea, presidente della Libera Università di Bolzano. Le competenze scientifiche e ingegneristiche sviluppate dalla nostra Facoltà di Ingegneria si mettono al servizio della creazione artistica, mentre uno spazio dedicato all’innovazione tecnologica si trasforma eccezionalmente in sala da concerto.
Konrad Bergmeister, presidente del Conservatorio, sottolinea l’orgoglio dell’istituzione per la presenza di Ichos Percussion: Siamo particolarmente orgogliosi che tutti i componenti dell’ensemble di percussioni impegnato nella prima europea siano stati formati nella nostra istituzione.
Mordeglia inquadra il senso del progetto: In questo progetto il forno elettrico ad arco Q-One entra simbolicamente nella partitura e diventa parte dell’esperienza artistica. È un modo diverso di concepire il rapporto tra impresa e musica: non un semplice sostegno esterno, ma una partecipazione diretta al processo creativo.
La Sala Carroponte: memoria industriale e innovazione
La scelta della location non è casuale. La Sala Carroponte è una navata dell’ex stabilimento Alumix, oggi integrata nel NOI Techpark, che conserva il carroponte storico C-4 sospeso sopra la scena. Il luogo connette la memoria industriale dell’area alla sua funzione attuale di polo per università, ricerca e imprese: una cornice che amplifica il senso dell’opera stessa.
L’appuntamento è per giovedì 5 novembre 2026 alle ore 20:00. La registrazione è obbligatoria e gratuita tramite la homepage di unibz: www.unibz.it.