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Sicurezza, Mauriello (Meritocrazia Italia): “Istituzioni non siate sorde a proteste, serve dialogo non decreti”

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“Viviamo un momento di profondo disagio e di disordine. Le proteste degli studenti, i blocchi degli autotrasportatori, le manifestazioni degli agricoltori ci restituiscono l’immagine di un Paese inquieto, che fatica a trovare ascolto”. Lo dichiara in una nota Walter Mauriello, Presidente Nazionale di Meritocrazia Italia aggiungendo che “queste forme di protesta possono sembrare scomode, a tratti possono non essere condivisibili, e non lo sono mai quando sfociano nella violenza. Ma non possiamo commettere l’errore di liquidarle come semplici episodi di disturbo. Dietro queste piazze c’è un mondo che ci sta dicendo che il sistema attuale è sconclusionato, senza regole chiare, senza obiettivi condivisi, senza una visione”.

“Facciamo investimenti enormi per le armi e troppo pochi investimenti infrastrutturali per le scuole, per la formazione, per la ricerca scientifica. Consentiamo ai nostri giovani di andare via dall’Italia per coltivare ambizioni più grandi, – osserva ancora Mauriello – perché è come se il nostro Paese sgonfiasse i sogni e annullasse ambizioni, competenze e meriti. Noi siamo la generazione di mezzo, quella che ha vissuto il terremoto dell’Irpinia del 1980, le primavere arabe, le guerre in Iraq e in Iran, fino al conflitto tra Ucraina e Russia. Siamo quelli del Covid-19. Abbiamo conosciuto un progresso che, paradossalmente, è diventato insostenibile. È compito delle Istituzioni rendere questo mondo compatibile: nel rapporto tra uomo e natura, nelle organizzazioni, nella formazione, nelle specializzazioni. Bisogna creare un mondo che abbia cura dei diritti di tutti, e non del diritto personale, perché il diritto personale, quando non è equilibrato, diventa privilegio”. Da qui l’appello alle Istituzioni e, insieme, la presentazione delle battaglie legislative di Meritocrazia Italia, approvate all’VIII Congresso Nazionale al Teatro Quirino di Roma: “Non siate sorde a queste proteste. Non banalizzatele attraverso decreti sicurezza. Cercate il dialogo, apritevi alla visione, perché questo mondo va ridisegnato”.

Meritocrazia Italia non si limita alla denuncia, propone soluzioni concrete. Tra gli ultimi obiettivi e le proposte di legge presentate dal Movimento: il Testo Unico del Sociale e il Testo Unico sull’Intelligenza Artificiale, per regolamentare l’Ia a tutela del lavoro e della dignità della persona. ‘L’uomo non sia sostituito dagli algoritmi’, è il principio cardine della proposta presentata anche come emendamento alla Legge di Bilancio 2026: l’IA deve integrare, non sostituire, la competenza umana. Per le aziende sopra i 50 dipendenti, MI propone di mantenere almeno il 60% di forza lavoro umana; l’istituzione dell’Agenzia delle Uscite, approvata dal Congresso, per vigilare, certificare e sanzionare la Pubblica Amministrazione che paga in ritardo imprese, professionisti e artigiani, così come oggi l’Agenzia delle Entrate sanziona il cittadino. E poi servono la riforma meritocratica della Pubblica Amministrazione, una Sanità che premi chi cura bene, la tutela della Famiglia e la Formazione come diritto e non come privilegio, la lotta al dumping fiscale e lavorativo interno ai Paesi dell’Unione. “Al centro di tutto abbiamo messo l’uomo. Ha trionfato il Prodotto Interno Umano sul Prodotto Interno Lordo. La competenza, la coscienza, il sacrificio non possono essere sostituiti da un algoritmo. Questo ridisegno non potrà farlo solo l’Italia. Dovranno farlo tutti i Paesi membri, a livello europeo e mondiale. Un’Europa forte potrebbe essere davvero l’occasione giusta per riscrivere le regole mondiali e per cercare non solo un mondo sicuro, ma soprattutto un mondo equo. Un mondo fatto di pari opportunità, non di pochi ricchi e tanti poveri. Bisogna ricreare quella proporzione, quel sinallagma tra le posizioni sociali, che spetta esclusivamente alla Politica. Meritocrazia Italia in questo percorso c’è. Saremo accanto alle Istituzioni, ma saremo soprattutto accanto alla gente comune, che ha bisogno di dire qualcosa per essere finalmente ascoltata”, conclude Mauriello.

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