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Sibille in mostra a Piacenza: il Domenichino dialoga con l’arte contemporanea

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Un capolavoro del Seicento incontra l’arte contemporanea nella suggestiva Cappella Ducale di Palazzo Farnese a Piacenza. Dal 5 dicembre 2025 al 3 maggio 2026, la mostra “Sibille. Voci oltre il tempo, oltre la pietra” presenta un dialogo straordinario tra la Sibilla cumana di Domenico Zampieri, detto il Domenichino, in prestito dalla Galleria Borghese di Roma, e otto sculture contemporanee dell’artista piacentino Christian Zucconi.

Un prestito eccezionale dalla Galleria Borghese

L’opera protagonista dell’esposizione è la Sibilla cumana del Domenichino, datata 1617 e documentata da una ricevuta di pagamento di Scipione Borghese. Il dipinto ritrae la profetessa con un turbante, accompagnata da una viola da gamba, mentre il suo volto rivela chiari contatti con la scuola bolognese e lo stile di Guido Reni.

Il paesaggio alle spalle della sibilla è ricco di simbolismi: l’alloro, albero sacro ad Apollo protettore delle arti, e la vite, che rimanda tanto a Bacco quanto a Cristo, la cui venuta fu preannunciata dalle sibille secondo l’interpretazione virgiliana.

Le sculture contemporanee di Christian Zucconi

Otto sculture sibilline di Christian Zucconi, realizzate in travertino rosso persiano e ferro, creano un ponte temporale con il capolavoro seicentesco. L’artista piacentino, classe 1978, ha curato interamente l’installazione, dalla progettazione all’allestimento, fino alla creazione dell’opera sonora “Versi sibillini”.

La composizione musicale, con parole e musica dello stesso Zucconi, voce di Greta di Lorenzo e percussioni di Gian Luca Capelli, guida i visitatori in una circolare ripetizione di eventi e suoni, estendendo il tema della profezia oltre la dimensione visiva.

Piacenza, città delle sibille

La scelta di Piacenza come sede espositiva non è casuale. La città custodisce testimonianze fondamentali della tradizione sibillina: il ciclo dei Profeti di Giovan Francesco Barbieri, detto il Guercino, nella Cattedrale (1626-1627), gli affreschi del Pordenone nella cupola di Santa Maria di Campagna e le opere del Malosso nella basilica di San Francesco.

Antonio Iommelli, Direttore dei Musei civici di Palazzo Farnese e curatore della mostra, ha dichiarato: “Questo progetto nasce dalla volontà di evidenziare l’importanza delle sibille nel contesto piacentino e di dimostrare la vitalità del mito sibillino come archetipo profetico universale”.

Un percorso tra passato e presente

L’esposizione offre un itinerario che attraversa i secoli, dal Pordenone al Domenichino, fino alle creazioni contemporanee di Zucconi. La giustapposizione tra pittura seicentesca e scultura moderna rafforza il senso di continuità e attualità del mito sibillino.

La mostra sarà accompagnata dal volume “Sibille: mito, iconografia e visione profetica” di Antonio Iommelli, edito da Nomos Edizioni e in uscita a febbraio 2026. L’inaugurazione è prevista per il 4 dicembre alle ore 18 su invito.

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