Si è svolto ieri pomeriggio, nella Sala dell’Istituto di Santa Maria in Aquiro al Senato della Repubblica, il secondo appuntamento del ciclo di convegni ideato da Martino Abbracciavento con il supporto del gruppo Centra!, “L’Italia al Centro”. L’iniziativa, dopo il successo dell’incontro di maggio “Oltre il Referendum: Cantiere Italia 2027”, ha registrato una straordinaria affluenza di pubblico, con una sala completamente gremita, caratterizzata da una massiccia partecipazione di giovani, ambasciatori e delegazioni dei corpi diplomatici. L’incontro ha approfondito il futuro del Paese, il ruolo della classe dirigente e gli scenari politici scaturiti dalla legge elettorale appena approvata alla Camera. L’evento si è aperto con i saluti istituzionali del Senatore Antonio Salvatore Trevisi (Forza Italia).
Il dibattito ha visto protagonisti esponenti di primo piano del panorama politico nazionale. Gianfranco Rotondi ha ricordato che l’iter della legge è stato completato solo alla Camera e che al Senato il testo potrà essere migliorato, evidenziando il valore della soglia del 42% per garantire stabilità e sottolineando l’interesse dell’emendamento Pera per l’introduzione del doppio turno, utile ad accompagnare il Paese verso un bipolarismo maturo. Clemente Mastella ha descritto un bipolarismo “agonico” e una politica ormai stanca, esprimendo dubbi di tenuta costituzionale sulla norma e richiamando i giovani all’ascolto e allo studio invece dello scontro. Renata Polverini ha ribadito l’importanza dei programmi concreti legati al welfare per le famiglie e le imprese, manifestando perplessità sulle spinte radicali di nuove formazioni all’interno delle alleanze e difendendo il ritorno alle preferenze per riannodare il legame con i territori. Dario Damiani ha rivendicato il valore della stabilità di governo e del modello bipolare, evidenziando come la credibilità di un politico continui a misurarsi sul rapporto con i cittadini e con le esigenze quotidiane delle comunità. Ettore Rosato si è espresso contro l’illusione del voto di preferenza, giudicando la soglia del 42% una trappola che paralizza le riforme e auspicando un sistema proporzionale con coalizioni europeiste capaci di isolare gli estremismi. Benedetto Della Vedova ha infine definito il testo un maggioritario feroce e ha rilanciato la necessità di un’area liberale e riformatrice unitaria per impedire che la frammentazione renda irrilevanti i valori europeisti.
Tracciando un bilancio dell’appuntamento, l’organizzatore dell’evento, Martino Abbracciavento, evidenzia: “Vedere una platea così rappresentativa, caratterizzata dalla presenza viva di tanti giovani insieme ad ambasciatori e autorevoli esponenti delle delegazioni diplomatiche, testimonia che le istituzioni possono e devono tornare a essere il luogo primario del dibattito e il centro nevralgico della visione politica del Paese. Un confronto così ricco e trasversale tra parlamentari ed esponenti di primo piano delle diverse forze politiche dimostra che la buona politica sa superare gli steccati ideologici quando in gioco c’è il futuro del Paese. L’Italia ha bisogno di superare la superficialità del consenso istantaneo per investire su una classe dirigente preparata e consapevole. Con questo secondo appuntamento consolidiamo uno spazio di confronto permanente, determinati a far proseguire questo cantiere di idee e di proposte concrete per offrire un contributo rigoroso al futuro dell’Italia”.