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Da More al Plantin-Moretus: la storia di Stampa e Editoria tra ‘500 e ‘600

e9750de46139d2d176f66b8c111bf3c9-1_-jan_gossaert_portret_van_een_jonge_prinses_met_armillarium_hr-1Nel 1516 l’editore Dirk Martens di Lovanio dà alle stampe Utopia, opera emblematica di Thomas More (1478-1535) destinata a diventare il testo più influente mai edito nei Paesi Bassi.
Sessant’anni dopo, nel 1576, un’altra tipografia segna la storia dell’editoria: ad Anversa l’Officina Plantiniana di Christophe Moretus e i suoi associati – la più grande d’Europa nel ‘500 – si trasferisce sulla piazza Vrijdagmarkt e Anversa guadagna definitivamente un posto tra le città europee più influenti nel campo dell’editoria.

Due momenti cruciali che nell’autunno del 2016 vengono celebrati nelle Fiandre. Ad Anversa il 30 settembre si inaugura il nuovo Museo Plantin-Moretus che, dopo un breve periodo di chiusura estiva, propone un allestimento completamente rinnovato e l’apertura di un nuovo deposito e una sala lettura. A Lovanio, dal 20 ottobre, la mostra Alla ricerca di Utopia dedicata al cinquecentenario della pubblicazione dell’opera, e un fitto programma culturale, ruotano attorno al tema della ricerca di un mondo ideale.

cf92d6eeebede1cb71fdb39132af56ae-af816cc774ffeee1b88ecc2106385480-afterhholbeintheyounger_thomasmore_hrAlla ricerca di Utopia – M – Museum, Lovanio, 20 ottobre 2016 – 17 gennaio 2017


Lovanio, dicembre 1516. All’angolo della Naamsestraat e della Standonckstraat, la prima copia di “Utopia” esce dalle presse di stampa della celebre tipografia di Dirk Martens. L’opera è destinata a diventare il testo più influente mai edito nei Paesi Bassi. Thomas More (1478 – 1535) umanista, uomo di stato e ambasciatore di Enrico VIII, sferra una critica acerba alla politica inglese dell’epoca alla quale contrappone una società ideale, un’isola immaginaria nella quale la giustizia regna suprema, e la chiama “Utopia coniando il termine che rimanda al greco “ou – topos” (non luogo). L’opera, insieme a quelle dell’amico Erasmo da Rotterdam, annuncia una nuova era del pensiero europeo e influenzerà ogni forma d’arte dell’epoca, dalla pittura alla scienza, agli arazzi alle mappe geografiche.

La mostra Alla ricerca di Utopia al M – Museum di Lovanio dal 20 ottobre rende omaggio ai 500 anni della pubblicazione dell’opera di More mettendo in luce l’influenza che il testo ebbe all’epoca, ma anche la sua estrema attualità.  Un centinaio di capolavori mondiali di maestri fiamminghi come Quinten Metsys e Jan Gossaert e internazionali quali Albrecht Dürer e Hans Holbein e opere per la prima volta in mostra nelle Fiandre come il celebre ritratto di Erasmo da Rotterdam di Quinten Metsys, eccezionalmente dato in prestito dalla Regina Elisabetta II del Regno Unito, raccontano l’energia di quel periodo, l’innovazione, la ricerca dello sconosciuto e il sogno di un mondo ideale declinato nelle forme più varie e fonte di ispirazione in tutti in campi dell’arte.

La mostra è l’evento di punta del più vasto programma culturale cittadino The Future is More (24 settembre 2016 – 17 gennaio 2017) che spazia dall’arte all’architettura, dal teatro, alla danza, al cinema e la musica, pur mantenendo sempre come punto di partenza la ricerca di un mondo ideale. Proprio come fece allora l’opera di More, il programma si propone di allargare gli orizzonti culturali dei visitatori rispetto a temi più che mai attuali come la diversità, la dignità umana, la tolleranza e l’uguaglianza.

Informazioni pratiche:
M–Museum Leuven, Leopold Vanderkelenstraat 28, 3000 Leuven Orari: lunedì – domenica 11-18; giovedì 11-22; chiuso il mercoledì. Ingresso: 12 € audioguida inclusa
http://www.utopialeuven.be/en/explore-expo-m

 

Anversa,  il nuovo Museo Plantin-Moretus – Dal 30 settembre 2016

ans_brys_20150424_d9o0219_1Primo museo al mondo dichiarato Patrimonio Unesco, il Museum Plantin-Moretus è dedicato alla storia della Stampa dal 1500 ad oggi.  A fare da cornice al racconto di una delle invenzioni più straordinarie di tutti i secoli è il suggestivo palazzo che dal 1576 fu sede dell’”Officina Plantiniana” nonché residenza dell’editore Christophe Plantin e del genero Jan Moretus, primi stampatori a lavorare su scala industriale. Una visita al Plantin-Moretus è un viaggio nel tempo alla scoperta della storia della famiglia che al museo ha dato il nome, ma anche della storia della tipografia europea e non in ultimo della storia di Anversa in uno dei suoi secoli più floridi.

Dopo una breve chiusura estiva per restauro, il museo riapre le porte al pubblico con un nuovo allestimento. Quello precedente che risaliva agli anni ‘50 è stato interamente rivisto da Caroline Voet e Leen de Brabandere puntando su un approccio più narrativo e sull’innovazione tecnica.

Una nuova ala del museo, annessa al palazzo storico, è stata inoltre progettata dallo studio brussellese NoAarchitecten per ospitare due nuovi spazi: il deposito, dotato di una perfetta climatizzazione e della funzionalità di un edificio moderno, e una nuova Sala di Lettura. La facciata del nuovo edificio è stata realizzata da Benoït Van Innis, che si è ispirato alle antiche casse nelle quali venivano conservati gli stampi per le lettere. Il progetto al tempo stesso strizza l’occhio allo stile neorinascimentale delle storiche facciate adiacenti.

museaerfgoed-plantijnmoretus-np-40Ma il museo ha anche alcune “chicche” che assolutamente non vanno perse: entrando al Plantin-Moretus ci si trova di fronte alle due più antiche macchine da stampa del mondo (1600 ca) intatte, esattamente come all’epoca, come se la tipografia potesse rimettersi al lavoro da un momento all’altro. Sono in realtà oggi a riposo, mentre sono ancora funzionati le altre 5 esposte. All’epoca di Christophe Plantin la tipografia ne contava almeno 16, con 56 uomini al lavoro che stampavano ogni giorno 1.250 fogli, numeri che ne facevano la tipografia più grande d’Europa.

Poco oltre vi è una delle più ricche collezioni di incisioni e disegni antichi (ben 20.000 pezzi) riunisce opere dei maestri di Anversa del XVI – XVII secolo provenienti dalle collezioni del museo e da quella privata del suo primo curatore Max Rooses.

Il Gabinetto delle Stampe era un tempo un edificio municipale a sé stante rispetto al Plantin-Moretus ma ad esso legato storicamente e per il fatto di essere entrambi specializzati nell’illustrazione di libri. Nel 1936 l’Amministrazione di Anversa decise di demolire l’edificio per costruirne uno nuovo in armonia architettonica con l’adiacente museo. Fu il primo passo verso una fusione formale delle due istituzioni, sancita ufficialmente nel 2004 con il riconoscimento da parte del Ministero della Comunità Fiamminga del  Gabinetto delle Stampe come parte integrante del Plantin-Moretus.

Poi la sala dei Ritratti e Rubens, la collezione di dipinti del museo – oggi intatta – conta 151 opere di cui 71 ritratti. Si tratta in gran parte di ritratti di famiglia commissionati da Balthasar I Moretus all’amico d’infanzia e pittore di Anversa per eccellenza dell’epoca: Peter Paul Rubens. Portano la firma di Rubens anche le illustrazioni di alcuni testi editi dai Plantin-Moretus.

E ancora wntrando nella biblioteca sembra proprio di trovarsi nella biblioteca privata di un umanista del 17° secolo con gli scaffali pieni di libri ordinati per formato, mappamondi e busti di Santi e Papi o di eruditi e imperatori greci e romani. Avviata da Christophe Plantin, che acquistò molti libri “per il servizio quotidiano e il futuro della tipografia”, ovvero stampe e manoscritti per poi ripubblicarli lui stesso, fu arricchita soprattutto poi da Balthasar I e i suoi successori e integrata dai conservatori che cercarono di acquistare tutte le edizioni Plantin-Moretus. La collezione include 638 manoscritti datati IX°- XVIII° secolo e libri antichi stampati tra cui la Bibbia di Gutenberg.

Fuori il fascino non manca: Re e principi vi si recavano in visita all’epoca, e ancora oggi il guardino è uno dei luoghi più amati dai turisti.  Quello che si può ammirare  è stato creato nel 1992 su modello del XVI e XVII secolo con piante dell’epoca.

Il palazzo che oggi ospita il museo fu un tempo la residenza della famiglia Plantin-Moretus. Due in particolare i membri della famiglia legati alle vicissitudini della tipografia mondialmente celebre: Cristophe Plantin (1520-1589) e il genero Jan Moretus (1543-1610). Il primo, giunto ad Anversa dall’originaria Normandia nel 1548, aprì il suo primo negozio come rilegatore e si dedicò successivamente alla tipografia fondando “l’Officina Plantiniana”, di cui rimase a capo nelle sue varie sedi. L’ultima in cui si stabilì nel 1576 e che ne consacrò il successo è la residenza che oggi è sede del Museo Plantin-Moretus.

“L’Officina Plantiniana” fu la più grande tipografia d’Europa nel Cinquecento. Plantin navigò con sapienza attraverso i conflitti politici e religiosi dell’epoca, pubblicando testi cattolici e protestanti, sfuggendo alle persecuzioni (a causa du un pamphlet calvinista trovato nella sua stamperia fu costretto alla fuga da Anversa, dove rientrò solo 1563) e riuscendo persino entrare nelle grazie di Filippo II di Spagna pubblicando un’edizione della Bibbia di Gutenberg che diventò la più grande Bibbia poliglotta del XVI secolo.

Ogni settimana l’Officina pubblicava un nuovo libro con tirature dai 1000 ai 1200 esemplari raggiungendo picchi di 7.800 copie con la Bibbia in ebraico del 1566. Le opere erano destinate soprattutto a un pubblico intellettuale e straniero. Si trattava di opere religiose ma anche dizionari e manuali di grammatica e di scienza, botanica, cartografia, musica, matematica. Anversa era in quegli anni un centro umanistico importante e Plantin intrattenne contatti con i grandi umanisti dell’epoca, con cui strinse spesso una vera amicizia. Tra questi Justus Lipsius (1547-1606), dopo Erasmo il più grande umanista dei Paesi Bassi nel XVI secolo, che fece stampare quasi tutti i suoi testi a Plantin e al quale venne riservata una stanza e un ufficio: oggi la “Stanza Lipsius”. Alla morte di Plantin, il genero Jan I Moretus passò alla guida della tipografia. Il binomio Plantin–Moretus era definitivamente consolidato.

Informazioni pratiche:

Museum Plantin–Moretus; 22, Vrijdagmarkt – 2000 Anversa  – Orari: martedì – domenica h 10 – 17  Ingresso: 8 €; gratuito con Antwerp City Card www.museumplantinmoretus.be

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