Marcello Fois e la nuova letteratura sarda

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Marcello Fois
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Marcello Fois ospite a Le invasioni barbariche per raccontare la sua Sardegna e molto altro

Per Marcello Fois è una compagna di viaggio, un’estensione dei nostri sensi come direbbe Marshall McLuhan. Racconta se stesso e gli altri scrivendo, con la fantasia di chi legge al di là di ciò che vede e con la precisione di chi dà importanza a ogni dettaglio. E’ orgoglioso della sua Sardegna, soprattutto di quella parte di Sardegna spesso dimenticata e che invece era amata anche da Fabrizio De Andrè che è lontana dal mare, dalle feste vip, dal glamour. E’ stato sceneggiatore per serie tv di successo come Distretto di polizia e per produzioni cinematografiche di impegno sociale come Ilaria Alpi. Il più crudele dei giorni. Ha esplorato anche il mondo del teatro: tra gli altri lavori spiccano Cerimonia e Cinque favole sui bambinitrasmesso successivamente da Radio Rai. Ma i libri rimangono la passione: un’energia che si trasmette di pagina in pagina nelle sue opere tanto da conquistare subito la critica e, con tempi un pò più lunghi, anche il pubblico. Una collezione di riconoscimenti letterari prestigioso che continua ad arricchirsi: Premio Italo Calvino per PictaPremio Dessì per Nulla, Premio Scerbanenco per Sempre Caro ambientato nella sua Nuoro di fine Ottocento dove il protagonista Bastianu ricalca i tratti di Sebastiano Satta, avvocato e poeta attinto dalla realtà. E ancora il Premio Super Grinzane Cavour, il Premio Alassio e il Premio Volponi.

Ma il modo migliore per capire chi è Marcello Fois è leggere le sue opere. Nel suo personale omaggio alla terra natia In Sardegna non c’è il mare esordisce così: «La Barbagia d’inverno dunque. Per un barbaricino l’inverno è quasi una condizione naturale. Certo per chi è abituato a pensare alla Sardegna smeraldizzata, alla Sardegna come regione monostagionale, può sembrare una stranezza pensare alla montagna, al clima alpino, al freddo secco, alla neve… Eppure basta voltarsi dal mare alla terra e si possono vedere le montagne che si gettano nell’acqua. Dentro a quelle montagne abita la sostanza di un territorio molto folklorizzato, ma ancora sconosciuto nella sostanza. Il territorio barbaricino rifiuta, direi quasi geneticamente, il concetto di ‘divertimentificio’, la costa barbaricina rifiuta la condizione di ‘Caraibi del Mediterraneo’, che tanto piace ai tour operators improvvisati e ai turisti da gossip. Chi navigasse da Posada ad Arbatax lo capirebbe al volo”. Non c’è una parola che potrebbe essere scagliata dalla faretra del miglior arciere al mondo in grado di colpire più profondamente per spiegare come al di là delle cronache patinate, esista una terra orgogliosa e ricca di tradizioni, provata anche dall’ultima emergenza alluvione ma che rimane sempre con testa alta e sguardo fiero.

L’ultima fatica letteraria è L’importanza dei luoghi comuni , che tra fisica e metafore inizia una serie infinita di parentesi tonde, quadre e graffe in cui il lettore viaggia tra pensieri, miraggi, ricordi e sogni. Ecco, questo è il vero segreto di Marcello Fois: “costringe” il lettore a pensare a sognare. E per questo lo fa sentire vivo e pieno di energia. Anche se è comodamente seduto su un divano a leggere le pagine dei suoi libri.

Dove prima c’era solo la distesa orizzontale dell’acqua ora campeggiava la terra emersa. Un’isola costituita da due monti identici, come i due seni appuntiti di un’enorme sirena che nuotasse sul dorso…

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