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La meteorologia italiana sale sul tetto del Mondo

[oblo_image id=”2″]La stazione meteo italiana appena montata comincia a comunicare i primi parametri rilevati alle ore 16 del 15 maggio: temperatura esterna -17°, umidità 41.3%, pressione 382.1 millibar, vento direzione 262.8, vento intensità 12.8 metri al secondo, radiazione solare 711.9 watt a metro quadrato, temperatura interna stazione meno 8.7 gradi, ultravioletti 30.4 watt a metro quadrato. Ma se vi state chiedendo in quale zona della nostra penisola sia possibile rilevare dei dati così estremi, per trovare la risposta dovrete puntare la vostra attenzione in una zona molto lontana: l’Everest.

Grazie agli alpinisti italiani Silvio Mondinelli, Marco Confortola e Michele Enzio, infatti, è stato possibile installare una stazione meteorologica a Colle Sud, a ottomila metri di quota, senza l’utilizzo di ossigeno. La stazione italiana, che rientra nel progetto Share Everest 2008 (sito web www.evk2cnr.org/it/) guidato da Agostino Da Polenza e promosso dal comitato Ev-K2-Cnr, è destinata a diventare la più alta in funzione al mondo e sarà presto dotata di un sensore per rilevare la temperatura sulla vetta del Monte Everest, a 8.848 metri sul livello del mare. Sarà inoltre collegata ad altre stazioni del progetto Share Everest, poste a quote inferiori, fornendo così dati importanti sulla variazione dei dati meteo con la quota. La stazione è stata ovviamente dedicata a sir Edmund Hillary, il primo scalatore dell’Everest scomparso nello scorso gennaio.

[oblo_image id=”1″]Il primo ad arrivare sul posto dell’installazione è stato Mondinelli, uno dei pochi uomini al mondo ad aver scalato tutti i 14 ottomila della Terra. I lavori sono iniziati durante una bufera con venti che soffiavano a cinquanta chilometri orari, ostacolando i movimenti e la respirazione. «E’ stata dura ma ce l’abbiamo fatta – ha detto Mondinelli -. Siamo mezzi congelati, ma abbiamo montato la stazione a Colle Sud, a 8mila metri di quota, in circa un’ora e mezza. La bufera ci ha messo in difficoltà ma abbiamo fatto bene a tener duro».

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