Jordan Rossi arriva per la prima volta in Italia con una mostra personale. Il fotografo e regista britannico di origini italo-irlandesi apre Homecoming martedì 22 settembre alla Galleria Rubin di Milano, in via Santa Marta 10, con un vernissage dalle 17:30 alle 21:30. La mostra resterà aperta fino al 3 ottobre, in coincidenza con la Milano Fashion Week.
Il titolo non è casuale. Per Rossi, il cognome stesso racconta radici italiane che hanno sempre esercitato un richiamo preciso. Questo progetto è insieme un debutto sul suolo italiano e un ritorno alle origini: due movimenti che nella sua biografia personale e artistica non si sono mai separati. La mostra è curata da Federico Poletti ed è inserita nel calendario ufficiale della Camera Nazionale della Moda Italiana.
Ritratti che cercano l’istante prima dell’armatura
Il lavoro di Rossi si muove tra fotografia di moda, ritratto, cultura queer e impegno sociale. Negli ultimi dieci anni ha costruito un linguaggio visivo riconoscibile — palette cromatiche decise, composizioni grafiche precise, una capacità di cogliere vulnerabilità e forza nello stesso scatto — pubblicato su testate come Vogue Italia, Attitude, HUNGER, Gay Times e The Sunday Times Style.
Al centro di Homecoming c’è una serie di ritratti di celebrità: Nicholas Galitzine, Lashana Lynch, Rickey Thompson, Caleb McLaughlin e Finn Wolfhard, tra gli altri. Rossi li ritrae in un modo che raramente si vede: non meno iconici, ma più autentici. La fama, spiega il fotografo nel testo di presentazione della mostra, insegna a mostrarsi attraverso una versione di sé già approvata per il consumo pubblico. Il suo istinto è sempre stato quello di cogliere l’istante che precede quella corazza.
Accanto ai ritratti di attori e musicisti, la mostra include lavori dedicati alla comunità queer — un filo conduttore che attraversa tutta la ricerca di Rossi. È stato proprio il lavoro con questa comunità a insegnargli, come scrive lui stesso, che il ritratto più potente nasce non quando il soggetto recita davanti all’obiettivo, ma quando smette di farlo.
Identità, mascolinità e visibilità queer
I temi di Homecoming sono quelli che Rossi esplora da anni: l’identità come qualcosa di fluido e contestuale, la mascolinità contemporanea nelle sue trasformazioni, la visibilità queer come strumento di cambiamento culturale. Crescere in una famiglia italo-irlandese, racconta il fotografo, significa capire presto che ciò che siamo cambia a seconda della stanza in cui ci troviamo e di chi ci osserva. Da questa consapevolezza si è sviluppato il suo sguardo.
Il curatore Federico Poletti commenta: Homecoming è insieme un debutto e un ritorno alle proprie radici. La fotografia di Jordan unisce il linguaggio della moda a una forte prospettiva sociale, trasformando i ritratti di attori e musicisti fino ai protagonisti della cultura queer in un archivio visivo di una generazione che sta ridefinendo identità, genere e rappresentazione. Nelle sue immagini i soggetti superano la dimensione della celebrità per rivelare autenticità e vulnerabilità.
Rossi lavora tra Londra e Los Angeles e affianca alla fotografia un’attività di regista e direttore creativo. Entrambe le pratiche, spiega, sono espressioni dello stesso sguardo e delle stesse domande.
Orari e informazioni pratiche
Homecoming è visitabile dal 22 settembre al 3 ottobre 2026 presso la Galleria Rubin, in via Santa Marta 10 a Milano. Gli orari di apertura sono dal martedì al sabato, dalle 15:00 alle 19:30. L’ingresso è libero. Ulteriori informazioni su www.galleriarubin.com.