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Iran, accordo ad un passo. Per il New York Times c'è l'impegno a rinunciare all'uranio ma Teheran nega

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Nell’accordo in via di definizione tra Iran e Stati Uniti per la fine della guerra e la riapertura dello Stretto di Hormuz, annunciato dal presidente Donald Trump i cui contenuti si starebbero limando in queste ore, Teheran si impegnerebbe a rinunciare alle sue scorte di uranio altamente arricchito e a sospendere l’arricchimento dell’uranio oltre il 3,6% per dieci anni. Lo scrive il New York Times citando fonti informate sul contenuto del documento, ma Teheran smentisce. Sono “completamente false” le notizie secondo cui l’Iran ha intenzione di trasferire l’uranio altamente arricchito all’estero o di sospendere l’arricchimento oltre il 3,6% per un decennio, hanno riferito fonti iraniane all’agenzia di stampa Tasnim. I funzionari iraniani insistono sul fatto che l’attuale accordo si concentra sulla fine della guerra e non interessa il programma nucleare iraniano.

Il memorandum d’intesa iniziale tra Washington e Teheran includerebbe l’impegno degli Stati Uniti a sospendere le sanzioni petrolifere contro l’Iran durante il periodo di negoziazione. Lo afferma l’agenzia di stampa Tasnim, legata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, i Pasdaran. In questo modo a Teheran potrebbe vendere petrolio senza limitazioni legate alle sanzioni mentre sono in corso i negoziati.

Nel testo dell’accordo ci sarebbe anche la fine della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano, prosegue la Tasnim. La bozza prevederebbe un periodo di 30 giorni di tregua per le misure relative allo Stretto di Hormuz e un periodo di 60 giorni per i colloqui sul nucleare, secondo quanto riportato.

“L’accordo che sta emergendo è negativo” secondo un funzionario di Israele che ha chiesto di rimanere anonimo, ha espresso preoccupazione per l’accordo in fase di definizione tra Stati Uniti e Iran. Parlando a Channel 12, il funzionario ritiene che la struttura dell’accordo dimostra a Teheran che può militarizzare lo Stretto di Hormuz con un’efficacia non inferiore a quella di un’arma nucleare. Il funzionario ha aggiunto che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ritiene che l’accordo si baserà su criteri economici e consentirà l’apertura dello Stretto senza che alcun progresso dipenda da concessioni sul programma nucleare iraniano.

Plauso arriva intanto dai paesi arabi. “Mi congratulo con il presidente Donald Trump per i suoi straordinari sforzi nel perseguire la pace e per aver tenuto una telefonata molto utile e produttiva con i leader di Arabia Saudita, Qatar, Turchia, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Giordania e Pakistan”, ha scritto su ‘X’ il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif auspicando di ”ospitare molto presto il prossimo ciclo di colloqui”. Sharif ha aggiuntoche ”le discussioni hanno offerto un’utile opportunità per scambiare opinioni sull’attuale situazione regionale e su come far progredire gli sforzi di pace in corso per portare una pace duratura nella regione. Il Pakistan continuerà i suoi sforzi di pace con la massima sincerità e speriamo di ospitare molto presto il prossimo ciclo di colloqui”.

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha spiegato che la Turchia è ”pronta a dare qualsiasi tipo di supporto all’accordo” tra l’Iran e gli Stati Uniti. Dopo il colloquio avuto ieri con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Erdogan ha spiegato che l’accordo garantirà la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz, contribuirà alla stabilità regionale e allevierà la pressione economica.

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