Un Eduardo De Filippo insolito, lontano dalla commedia familiare che lo ha reso celebre, sale sul palco del Teatro Elicantropo di Napoli venerdì 3 e sabato 4 luglio 2026. Gli allievi del secondo e terzo anno del Laboratorio Teatrale portano in scena Il Monumento, una delle opere più rare e controverse del drammaturgo napoletano, in un allestimento che chiude il ciclo annuale di studi eduardiani promosso dalla Fondazione Eduardo De Filippo.
La regia è di Carlo Cerciello, con adattamento di Giuseppe Rocca. Le musiche originali sono di Antonio Sinagra, le luci di Andrea Iacopino. All’aiuto regia lavorano Imma Villa, Aniello Mallardo, Cecilia Lupoli e Mariachiara Falcone. Lo spettacolo dura 60 minuti.
Un Eduardo crepuscolare e politico
Il Monumento appartiene all’ultima stagione creativa di Eduardo, scritta poco prima di Gli esami non finiscono mai. È un’opera che rompe con i codici del teatro eduardiano più noto: la narrazione si fa frammentaria, simbolica, antinaturalistica. Al centro del dramma c’è Ascanio Penna, un uomo sconfitto che porta in sé una proiezione autobiografica dell’autore, consapevole della fine della propria stagione creativa.
Il titolo diventa metafora. Il monumento è l’icona celebrata ma svuotata di forza critica, il rischio che ogni artista corre dopo la morte. Eduardo lo sapeva, e reagiva costruendo un teatro di antieroi, di falliti per eccellenza, che si ritrovano in uno spazio più mentale che reale, senza sviluppo drammaturgico convenzionale, in una sorta di requiem esistenziale e artistico.
La scelta del protagonista è provocatoria: un ex repubblichino cocciuto e anacronistico. Una scelta politica precisa, che indica la necessità di relegare il fascismo tra le rovine della storia, di trasformarne il vocabolario in umore cadaverico, in un cimitero delle retoriche dell’eroismo.
Perché questo testo oggi
A oltre cinquant’anni dalla sua scrittura, Il Monumento parla al presente con una lucidità che sorprende. In un tempo in cui certe retoriche sembrano riaffacciarsi nel linguaggio pubblico, il testo di Eduardo conserva la sua forza di interrogazione critica. Non è uno spettacolo di fine corso nel senso convenzionale del termine. È il punto d’arrivo di un percorso di ricerca sull’Eduardo meno rappresentato, quello deluso dalle istituzioni, amareggiato per la sorte del Teatro San Ferdinando, che sperimentava una forma scenica nuova senza trovare ancora il linguaggio definitivo che avrebbe poi raggiunto nell’ultima opera.
La messinscena del Teatro Elicantropo restituisce tutta l’attualità di questo testo raro. Il teatro, per Eduardo, aveva il compito di interrogare la memoria e immaginare un nuovo umanesimo. Questo allestimento lo ricorda.
Date, orari e informazioni
Lo spettacolo va in scena venerdì 3 e sabato 4 luglio 2026 alle ore 20.30. Il teatro si trova in Vico Gerolomini, 3 a Napoli. Le prenotazioni si effettuano via WhatsApp ai numeri 349 192 5942 e 347 055 2551, oppure telefonando allo 081 296640.