La pubblicazione dei presunti compensi dei cronisti e costi di Report, rivelati oggi da Il Tempo nell’inchiesta ‘Ecco quanto ci costa Report: stipendi faraonici e spese incredibili della trasmissione di Ranucci’, fa infuriare il conduttore, che sui social parla di “grave diffusione di un documento interno strategico per l’azienda visto che rende pubblici i costi di una produzione di punta”. Ranucci, in un post su Facebook, promette: “Presenteremo denuncia anche al comitato etico su chi in Rai abbia fornito al Tempo tale documentazione sensibile”.
Secondo Il Tempo, “nella stagione 2022-2023 sono stati elargiti 2.206.083 euro. Una cifra salita a 2.524.200 euro nel 2023-2024 e a 2.909.316 euro nel 2024-2025” mentre “dei trenta giornalisti, undici di loro hanno preso abitualmente più di centomila euro l’anno, con casi che hanno superano facilmente i duecentomila fino a toccare i trecentomila euro”.
Una ricostruzione falsa, secondo la redazione del programma di Rai3, che sul caso è intervenuta con una nota in cui annuncia querele: “La campagna di diffamazione contro i giornalisti e le giornaliste di Report oggi si arricchisce di un nuovo capitolo: i soldi. Stamattina il quotidiano ‘Il Tempo’ ha pubblicato cifre false e surrettizie spacciandole per stipendi dei giornalisti e delle giornaliste del programma. Le somme indicate sono scorrette e artatamente aumentate e non indicano affatto la retribuzione individuale dei singoli inviati ma comprendono il totale delle spese sostenute per la realizzazione dei singoli servizi. I giornalisti e le giornaliste di Report hanno per la maggior parte con la Rai contratti di lavoro autonomo a partita Iva e, in base al modello produttivo della trasmissione, auto producono i propri servizi, pagando dunque di tasca propria i costi di trasferta, di montaggio e tutte le altre spese vive necessarie a condurre per mesi un’inchiesta”, recita la nota.
“Le somme pagate per i servizi giornalistici vanno, dunque, solo in parte a pagare i compensi dei giornalisti, una gran parte serve a coprire spese già sostenute dagli inviati -proseguono gli inviati della trasmissione- Grazie a questo modello produttivo, che scarica i costi vivi sui giornalisti e in questo modo li abbatte, Report è la trasmissione di approfondimento giornalistico meno costosa della prima serata Rai, con circa 150mila euro a puntata, altre nella stessa fascia e sulla stessa rete arrivano a costare il doppio. Nel calderone sono stati gettati anche i redattori del desk, che di certo non possono essere accusati di prendere compensi faraonici”.
“Alcuni di loro hanno anche rinunciato a un contratto Rai a tempo indeterminato, pur di continuare a lavorare per il programma. Se qualcuno intende occuparsi davvero di compensi faraonici in Rai, deve indirizzare l’attenzione ad altri giornalisti, graditi alla politica, che negli ultimi anni sono stati messi alla guida di trasmissioni rivelatesi fallimentari. Per tutelare il proprio nome e il proprio lavoro, le inviate e gli inviati di Report annunciano querela nei confronti del quotidiano Il Tempo e di tutte le testate che riprenderanno le informazioni false e scorrette pubblicate”, concludono i cronisti di ‘Report’.