Goalias, professione portiere. Robot di natura

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[oblo_image id=”1″] Il battesimo del fuoco è stato superato brillantemente. Goalias, il robot programmato per parare elaborato all’Università di Stoccarda aveva di fronte Mario Gomez, il bomber della squadra tedesca. Il test ha registrato un sostanziale pareggio con l’automa capace di respingere la metà delle conclusioni dell’attaccante argentino. Certo il fisico non è quello di Buffon  ma non può essere trascurato il vantaggio di possedere tre “occhi” sotto forma di videocamerecamere. Goalias impiega quattro decimi di secondo per individuare la posizione corretta dopodichè sfrutta un’ineguagliabile rapidità di spostamento su un binario per avventarsi sul pallone. Un esperimento che è stato soltanto l’aperitivo. E’ in programma per il 22 maggio infatti un nuovo test contro la nazionale femminile tedesca detentrice del titolo mondiale a conferma di quanto sia ambizioso il progetto. 

Goalias con le sue prestazioni vuole aprire una nuova frontiera dimostrando come un automa possa difendere con successo i pali di una porta regolamentare. Tuttavia, non è il primo robot a cimentarsi in un’impresa del genere. Già qualche anno fa a Lecce si eseguì un tentativo simile. A sfidare il portiere meccanico fu l’ivoriano Konan, attaccante allora in forza ai salentini. In quell’occasione però il giocatore in carne ed ossa ebbe la meglio e l’esperimento si esaurì senza ulteriori sviluppi. Ma Goalias sembra più “maturo” e pronto a rimettere in discussione il primato umano. Qualcosa di simile a quello che è avvenuto negli scacchi dove dopo inizi difficili, gli elaboratori elettronici sono migliorati a tal punto da sfidare – e battere – i campioni più affermati. Non ci resta che attendere: all’Università di Stoccarda sono però convinti che il tempo giochi per loro e che Goalias sia paragonabile ad un giovane calciatore di talento con margini di crescita enormi. Gli attaccanti sono avvisati: in futuro a negare loro la gioia del gol potrebbero essere avversari del tutto speciali.