Elogio del Pampa. Napoli saluta Sosa.

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Quattro anni fa fu il primo a firmare per una società senzamaglie e senza giocatori ma con un progetto. Andò poi a mangiare la polvere inprovincia sui campi appassionati della serie C dove tutti aspettavano il NapoliSoccer e lui. Fallì al primo anno la risalita perdendo una finale play off inun derby ormai storico con l’Avellino. L’anno dopo fu quello buono perlasciarsi la serie C1 girone B alle spalle e tutto era già pronto per scenderein campo nella serie cadetta.

[oblo_image id=”1″]Lo aspettava un altro campionato thrilling finito sul campodel Genoa, in una trasferta mozzafiatodove si è ritrovato a piangere per l’ennesima promozione raggiunta grazie ancheai suoi gol e al suo impegno. Poi il ritorno in serie A e le soddisfazioni diquesta stagione.
Quattro anni che sono un romanzo e non campionati di calcio, quattro anni incui il Pampa è riuscito a farsi amare e apprezzare dalla tifoseria azzurra,tanto da essere il primo a finire sulle pin della gazzetta e tanto da esserestato l’ultimo giocatore in serie C ad indossare il 10 che fu si sua maestàMaradona. L’ultima partita al San Paolo con la maglia azzurra è stata un’altracavalcata esaltante, gli azzurri vincono 3 a 1 sul Milan e il Pampa indossa lasolita maglietta nera con la scritta bianca “10 chi ama non dimenticata” e poisaluta tutti, così come è arrivato: da gran signore.

Torna in Argentina a finire la carriera per scelta di vita elascia Napoli, dopo aver giocato con Udinese, Ascoli e Messina. Ora gli azzurridovranno camminare senza di lui, senza quel gigante buono che quattro anni faprese per mano il Napoli per rialzarsi insieme dalla polvere.

E ora quella stessa mano si muove nel più classico dei gesti, non unaddio, ma un ciao, quel Ciao che quattro anni fa era un C1ao, sfottò sullemagliette avversarie, ma che ora è un lontano e bel ricordo. Grazie Sosa.