La partita è aperta per la presidenza della Figc. Al momento, né Giovanni Malagò né Adriano Galliani possono avere la certezza di poter contare sugli 11 voti necessari per essere il candidato espresso dalla Lega Serie A. Secondo quanto ricostruito dall’Adnkronos, il testa a testa potrebbe rimanere aperto fino alla scadenza del termine per il deposito della candidatura, le 23:59 del 4 novembre. Non solo. Anche dopo, fino alle elezioni del 14 dicembre, ci sarebbero ancora margini per contrastare il candidato della Serie A. Chi dovesse rimanere indietro tra Malagò e Galliani potrebbe essere candidato da un’altra componente e un terzo candidato potrebbe comunque avere chances di convincere un elettorato mai così fluido. Va ricordato anche che, escludendo la tornata elettorale dello scorso giugno che ha portato alla presidenza della Federcalcio lo stesso Malagò, l’ultimo presidente federale espresso dalla Serie A è stato Franco Carraro, eletto l’ultima volta nel giugno 2001.
Il dubbio che diverse società di serie A non hanno ancora sciolto, sono potenzialmente una decina, è se confermare il sostegno a Malagò, mantenendo la posizione espressa a giugno, o candidare alla presidenza della Figc Adriano Galliani. L’ex amministratore delegato del Milan si è tesserato come dirigente accompagnatore per l’Enotria 1908, una società dilettantistica di Milano, ironia della sorte un club dilettantistico nell’orbita dell’Inter. E’ stato contattato da diversi presidenti di Serie A e ha accettato di partecipare alla corsa. Lo schieramento su cui può sicuramente contare Malagò è composto da Napoli, Roma, Lecce, Bologna e Monza; quello disposto a sostenere Galliani da Inter, Atalanta, Milan, Como e Genoa. Numeri alla mano, le società che possono spostare gli equilibri sono dieci ma le vere indecise sarebbero solo cinque o sei. In queste ore sono in corso le trattative per cercare una convergenza.
La domanda che gli osservatori si pongono è soprattutto una: cosa è cambiato dal giugno scorso, quando la Lega di Serie A si è espressa compatta per Giovanni Malagò? Dietro la rottura del fronte comune delle società, ci sarebbe lo scontento per una serie di decisioni prese dal presidente federale in sostanziale autonomia: dalla scelta di Roberto Mancini come ct della Nazionale, con molti presidenti convinti che il nome giusto fosse quello di Antonio Conte, a quella di Diana Bianchedi come capo delegazione. Ma sembra altrettanto plausibile che ci sia stato un movimento legato anche a rapporti più strettamente politici che avrebbe suggerito di virare su una candidatura ritenuta più solida, da questo punto di vista, come quella del senatore di Forza Italia Galliani.
La scelta della Lega di Serie A, qualunque dovesse essere la candidatura depositata, non chiude comunque la partita. Peseranno anche le scelte delle altre componenti, a partire da quelle dell’Aiac e dell’Aic, le associazioni degli allenatori e dei calciatori, considerando che Lega Dilettanti, una parte della Lega di Serie B e la Lega Pro sono considerate potenzialmente contrarie alla presidenza Malagò. Peraltro, c’è un’altra ipotesi che potrebbe concretizzarsi. Nel caso in cui la Lega Serie A dovesse confermare il sostegno all’attuale commissario, la candidatura di Galliani potrebbe essere riproposta dalla Lega Nazionale Dilettanti di Giancarlo Abete, sconfitto a giugno proprio da Malagò. In questo caso, il 14 dicembre di andrebbe alla conta definitiva tra i due candidati. (Di Fabio Insenga)