Elogio di una sconfitta: l’orgoglio di Rafa Nadal

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[oblo_image id=”1″] Gli avvoltoi non aspettavano altro. Perchè dopo 103 vittorie nelle ultime 104 partite sulla terra rossa, un passo falso di Rafael Nadal avrà fatto piacere a tanti Ma ci piace sottolineare come proprio nella sconfitta patita al secondo turno contro Carlos Ferrero agli Internazionali d’Italia a Roma , il maiorchino ha regalato una lezione di fairplay e rispetto dell’avversario. Da giorni il piede destro lo tormentava. Ferite e piaghe da stress agonistico rendevano difficile ogni appoggio e consigliavano un periodo di riposo. Nadal non ha voluto mettere le mani avanti celando a tutti il suo problema ed è sceso regolarmente in campo. Punto dopo punto, il dolore è aumentato limitando sempre più l’azione del numero 2 al mondo. Sarebbe stato più facile prendere la borsa ed andarsene con un ritiro del tutto giustificato. Nadal, invece, ha voluto proseguire il match sino alla fine come un leone ferito ma troppo orgoglioso per abbandonare la lotta senza combattere. Un atteggiamento stoico che può essere interpretato sia come un segno di gratitudine verso il pubblico romano che lo ha osannato nei suoi precedenti successi al Foro Italico sia come un modo per onorare chi stava dall’altra parte della rete. Carlos Ferrero è stato anche numero 1 al mondo. Tuttavia, l’avvento di Nadal lo ha spazzato via togliendogli gloria e spazio sui giornali iberici. Rimanendo in campo fino all’ultimo punto, Nadal non ha privato l’avversario della gioia di godersi una vittoria di prestigio agognata da troppo tempo.

Viene in mente un’immagine poco nota di Eddie Merckx, il cannibale come era soprannominato per la sua fama di successi. Al mondiale del 1977 l’asso belga volle concludere la gara anche se ormai gli anni pesavano terribilmente. Giunse ultimo al traguardo ma quella dignità nell’onorare ogni metro della corsa gli valse la stima di tutto il gruppo. Perchè un vincente sa accettare i momenti difficili senza cercare alibi e non si dimentica di rendere onore a chi lo ha sconfitto. E poi in certi casi il tempo è galantuomo e la corona di re della terra rossa rimane saldamente sul capo di Nadal, che ha già il Roland Garros nel mirino. Noi intanto lo applaudiamo ora che esce dal campo sconfitto, sicuri che le ovazioni per i suoi successi sono rimandate a breve…