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De Luca: “Se un 12enne spacca una vetrina, i genitori devono pagare 20mila euro”

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“Credo che alla violenza dobbiamo rispondere nella maniera più dura possibile”. Vincenzo De Luca, sindaco di Salerno, si esprime così sui social dopo i disordini dello scorso weekend, a Milano in particolare. Oggi, in molte città italiane, sono in programma cortei e manifestazioni. Il governo ha appena varato nuove misure. “Alcuni provvedimenti sono stati presi, va bene, io li condivido: bene l’abbassamento anche della punibilità, l’abbassamento dell’età. Io sostengo che oggi un ragazzo a sedici anni, quindici anni, è perfettamente in grado di sapere quello che è bene e quello che è male”, dice De Luca.

“C’è un problema in più, ovviamente, quando chi va a fare le aggressioni è un ragazzino di undici o dodici anni. E qui davvero siamo tutti quanti in difficoltà, ed è difficile trovare la strada giusta da seguire. Io credo che in generale, quando parliamo di ragazzini al di sotto dei quindici o quattordici anni, dobbiamo avere sempre due tempi, al netto della repressione da fare quando ci sono episodi di aggressione. Cerco di ricordare quello che accadeva a noi in tempi ormai lontani: di errori ne abbiamo fatti quando eravamo ragazzi, giovani. Non mi sentirei di dire “distruggiamo la vita” anche a un ragazzino di dodici o tredici anni che si fa trascinare. Dobbiamo sempre, io credo, per quanto possibile, dare una possibilità di ricredersi, di pensare a quello che fa”, aggiunge.

“Ma siccome qualcosa dobbiamo pur fare anche quando abbiamo di fronte dodicenni che compiono aggressioni, è giusto – e io sono d’accordo – responsabilizzare i genitori e far pagare loro i danni. Non è semplice: bisogna poi definire, siamo in Italia, come calcolare questi danni”, dice De Luca dopo i casi che hanno coinvolto giovanissimi, fermati a Milano. “Io direi una cosa molto più semplice: anziché rapportare la sanzione al danno, stabiliamo che, se viene individuato, identificato e colto con le mani nel sacco un dodicenne, i genitori paghino un’ammenda di ventimila euro. Diciamola così: poi si calcolerà il danno, nei secoli dei secoli, ma stabiliamo una misura immediata, diecimila o ventimila euro di sanzione, in maniera tale che anche il ragazzino cominci ad avere la percezione del danno che procura anche ai suoi cari, alla sua famiglia”, prosegue.

“Temi complicati, indubbiamente. Ma dobbiamo sapere che la sicurezza è oggi un bene primario da tutelare, che i tempi nei quali occorre intervenire sono immediati e che confondere i problemi di medio-lungo periodo con l’obbligo di garantire la tranquillità di vita oggi sarebbe sbagliato. Poi dobbiamo sapere, da persone che hanno la testa a posto e hanno anche senso di responsabilità e di comunità, che c’è un lavoro di lungo periodo da fare con i giovanissimi. Nelle famiglie a volte è difficile pure per i genitori, lo so, ma una decisione bisogna pure prenderla. A volte ci sono mamme e papà che non riescono più a parlare con i ragazzini di dodici, tredici o quattordici anni; è un tempo veramente difficile e complicato, però le decisioni vanno prese comunque”, la riflessione dell’ex governatore della Campania.

“Dobbiamo essere tutti impegnati in un lavoro di ricostruzione di speranze per i giovani. Dobbiamo offrire modelli positivi: ognuno di noi deve dare l’esempio di vita. Dobbiamo mettere in condizione i docenti di fare con serenità, e possibilmente con retribuzioni più adeguate, il proprio lavoro di educatori. Dobbiamo ragionare con le parrocchie, con le associazioni sportive, con il mondo del volontariato. Dobbiamo cercare quanto più possibile di andare nelle scuole a parlare con i ragazzi, cioè fare un lavoro di lungo periodo, perché comprendiamo tutti quanti – o almeno quelli che hanno un’idea civile della vita sociale – che non possiamo abbandonare a se stessi questi ragazzi o un’intera generazione”, conclude.

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