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Crans Montana, la Svizzera si farà carico delle spese sanitarie per le cure dei giovani italiani. Meloni: “Nessun onere sulle famiglie”

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La Svizzera rinuncia eccezionalmente a chiedere il rimborso delle spese mediche per le vittime dell’incendio di Capodanno a Crans Montana assicurate in Italia. Lo ha reso noto oggi il Consiglio federale, come riporta l’agenzia Ats, evidenziando la portata e le ripercussioni del tragico evento, nonché il sostegno fornito da Roma in occasione della catastrofe. Sono dodici le vittime assicurate in Italia che sono state sottoposte a cure mediche in Svizzera prima di essere trasferite in ospedali italiani, mentre un ferito assicurato in Svizzera è invece stato curato in Italia, ricorda il governo in una nota.

“Il ministro degli Esteri Ignazio Cassis mi ha comunicato che la Svizzera si farà carico delle spese per le cure sanitarie dei giovani italiani coinvolti nella tragedia di Crans-Montana. È un gesto di grande solidarietà e vicinanza, che apprezziamo profondamente, come Governo e come popolo italiano. Di fronte a una tragedia che ha spezzato vite e segnato il futuro di tanti ragazzi innocenti, la solidarietà concreta e la collaborazione tra Paesi assumono un valore ancora più importante. Alla Svizzera e all’amico Cassis va il mio sincero ringraziamento”, ha confermato il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani in un post su ‘X’.

La notizia è stata commentata anche dalla premier Giorgia Meloni: “Il mio pensiero va, ancora una volta, alle famiglie delle vittime e dei ragazzi feriti” nella tragedia di Crans Montana, che “affrontano con straordinaria dignità e forza un dolore immenso. A loro rinnovo la più sincera vicinanza del Governo italiano, che continuerà a stare al loro fianco”, ha fatto sapere in una nota di Palazzo Chigi. E poi ancora: “Sono felice di questa soluzione: nessun onere ricadrà sulle famiglie o sull’Italia”, ha precisato accogliendo con ”grande soddisfazione” la rinuncia della Svizzera a chiedere il rimborso per delle spese sanitaria dei feriti italiani della tragedia Crans-Montana.

Il costo delle cure da parte elvetica ammonta a circa 1,5 milioni di franchi (l’equivalente di circa 1,6 milioni di euro), precisa il Consiglio federale, ricordando che in virtù delle competenze conferitegli dalla Costituzione, nel settore degli affari esteri ha la possibilità di stanziare aiuti finanziari una tantum senza base legale specifica. E’ l’Accordo sulla libera circolazione delle persone tra la Svizzera e l’Ue (Alc) a disciplinare le modalità di copertura delle spese dei pazienti da parte del sistema sanitario svizzero e di quelli europei. Prevede che, in linea di principio, ogni Paese si faccia carico delle spese che si rendono necessarie per le persone assicurate dal proprio sistema assicurativo e che hanno ricevuto cure in un altro Paese, ma prevede anche la possibilità per gli Stati contraenti di derogare a questo meccanismo.

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