C’eravamo tanto amati: lo psicodramma Inter

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Non sono passate neanche due settimane dai festeggiamenti per lo scudetto del Centenario, eppure ad Appiano Gentile il tricolore sembra già un ricordo sbiadito. L’Inter riesce sempre a sorprendere ma stavolta più che pazza sembra preda di una crisi di nervi.

Proviamo a ricapitolare con ordine. Dopo l’eliminazione negli ottavi di Champions, Roberto Mancini annuncia a sorpresa che non proseguirà la sua avventura sulla panchina nerazzurra nella stagione successiva. Il presidente Massimo Moratti chiede ed ottiene un colloquio chiarificatore in cui convince l’allenatore a tornare sui suoi passi stringendo un patto di ferro per conquistare lo scudetto. E la strategia del patron sembra funzionare con la squadra che riesce seppur in extremis a centrare l’obiettivo. Il nodo allenatore però rimane nonostante le conferme “ufficiose” di alcuni dirigenti (Branca e Paolillo). Tuttavia, a Moratti basta un quarto d’ora per congedarsi dal tecnico jesino con un laconico “Devo interrompere la nostra collaborazione. La conclusione del rapporto è così traumatica da trasformare i protagonisti in acerrimi nemici. Forse per giustificare una scelta così clamorosa – tra sentenze a tavolino e vittorie sul campo, i nerazzurri hanno scritto il loro nome nell’albo d’oro delle ultime tre stagioni -, il comunicato stampa apparso sul sito ufficiale del club è raggelante. Non compare una sola riga di ringraziamento per il lavoro svolto mentre si imputano al tecnico proprio le dichiarazioni post Liverpool e i rapporti poco limpidi con il pregiudicato Brescia.

Ciò che appare curioso è come entrambe le circostanze fossero state precedentemte trattate dal presidente etichettandole come vicende di poco conto incapaci di minare minimamente la credibilità di Mancini. Che ovviamente non ha esitato a replicare dando ordine agli avvocati di tutelare in ogni sede la propria immagine. La battaglia sulla risoluzione del contratto è infuocata: se non ci saranno improbabili accordi, l’Inter dovrà pagare interamente lo stipendio concordato per le prossime tre stagioni con uno sperpero quasi paradossale. L’ambiente è scosso con i tifosi spiazzati da una faida interna assolutamente inspiegabile, soprattutto dopo lo scudetto più sofferto e per questo più apprezzato.

E così se le avversarie per il titolo si stavano preoccupando sulle mosse da compiere per dare scacco ai campioni, possono tranquillizzarsi. Con una vena di autolesionismo tutta nerazzurra, l’Inter è riuscita a farsi male da sola. E le nuvole su Appiano Gentile ora sembrano ancora più minacciose.