Da lunedì 7 settembre Caterina Balivo torna nel pomeriggio di Rai1 alla guida di ‘La Volta Buona’. La conduttrice si presenta all’appuntamento con la sua quarta stagione alla guida del programma, forte degli ascolti in crescita e un pubblico sempre più fidelizzato. La conduttrice racconta all’Adnkronos l’energia con cui riparte, le novità del salotto di Rai1, il rapporto con i social, la vita familiare, i suoi rituali di decompressione e i sogni professionali ancora da realizzare.
Quarto anno di ‘La Volta Buona’: che energia porti in questa nuova stagione e quali novità vedremo?
“La parola d’ordine di quest’anno è ‘continuità’ ma con l’effetto sorpresa. Ripartiamo carichi, sempre con la voglia di aprire le porte dello studio alle storie delle persone comuni, non solo alle persone famose, e di cercare di costruire una famiglia. Tra le novità, al pianoforte arriva Emanuele Fasano, un giovane musicista dal talento straordinario che notai per caso alla stazione Termini e che ha già un bagaglio di esperienze pazzesco, compreso il palco di Sanremo. Il mio caro amico, il Maestro Antonio Mezzancella, porterà la sua esperienza altrove, ma non ci abbandona: tornerà spesso a trovarci sul nostro divano!”
Nel tuo salotto tv dai spazio a un mix di racconto, emozioni e costume: cosa rispondi a chi critica il tono sempre misurato chiedendoti più ‘strappi’?
“La tv di oggi è fin troppo urlata, alla perenne ricerca del titolo a effetto. La mia conduzione non è mai leziosa e chi mi segue bene sa che di ‘strappi’ ce ne sono eccome, perché sono una persona molto diretta! Però siamo nel pomeriggio di Rai1 e il nostro ruolo è fare compagnia alle persone in modo elegante e mai sguaiato. Per quel tipo di tv urlata, diciamo che le alternative non mancano”.
Qual è per te la cosa più importante che ‘La Volta Buona’ porta in dono ai telespettatori?
“Senza dubbio l’empatia. Il regalo più bello per me è sapere di aver lasciato a casa una sensazione di leggerezza buona, quella che non sfocia mai nella superficialità. Quando si spengono le luci dello studio, se so che qualcuno a casa si è sentito un po’ meno solo, o che è stata la sua pausa di svago prima di andare a studiare, o magari gli abbiamo strappato un sorriso, un punto di riflessione, un consiglio su cosa guardare o leggere, o anche prendere coscienza di più di se stessi… ecco, io vado a dormire felice. Vuol dire che abbiamo fatto centro”.
Hai raccontato che i tuoi figli non vogliono comparire sui social e che tu condividi questa scelta. Quali regole vi siete dati in famiglia per l’uso dei social network?
“La vita dei nostri ragazzi è roba loro, non è materiale né per la tv né per i miei follower. Loro per primi non amano apparire, e io ne vado fierissima. Per me vale un po’ la stessa regola: su Instagram mi diverto a mostrare il dietro le quinte del mio lavoro, i miei look o qualche momento buffo, ma la mia ‘vita vera’ – le giornate storte, le litigate, l’intimità – resta chiusa a chiave dentro le mura di casa nostra. È una scelta che ho fatto fin dall’inizio, quando ho aperto i miei profili social. Quello era anche il periodo in cui stavo diventando mamma, tra il 2011 e il 2012, e oggi sono felice di aver intuito i rischi dell’esposizione ben prima che il tema diventasse un dibattito pubblico”.
La dedica di tuo marito (l’imprenditore e scrittore Guido Maria Brera, ndr.) al concerto di Jovanotti per il vostro anniversario ha fatto il giro del web: come coltivate la serenità di coppia con due vite professionali così intense? Ho letto che il tuo motto è “take it easy”: è questo il segreto?
“Take it easy? Ma davvero l’ho detto io?! Magari sapessi applicarlo fino in fondo! Però la regola che mi ha insegnato mio marito è: rabbia, frustrazioni e problemi di lavoro restano rigorosamente fuori dalla porta, a casa solo cose belle. Viviamo dentro un frullatore, è vero, ma abbiamo il dovere di farlo per i nostri figli. E allora preferisco essere trasparente con loro e dire: ‘Ragazzi, oggi al lavoro è stata una giornata no, quindi stasera a tavola resettiamo tutto: ceniamo tranquilli e zero capricci!'”
Tra luglio e agosto hai lanciato la tendenza d’estate, con la tua surf-suit, il costume-body a maniche lunghe: com’è nata?
“La surf-suit è nata da una necessità praticissima: amo stare in acqua, fare sport e non pensare ogni due minuti al costume che si sposta! È diventata una tendenza per caso, ma ne rivendico la comodità”.
Come gestisci la scelta dei tuoi look tra tv e vita privata?
“Nella vita privata sono istintiva e pratica al 100%, mentre per la tv c’è uno studio attentissimo insieme alla mia costumista, Annapaola Brancia. È una professionista contemporanea con una memoria pazzesca dei capi iconici del passato, che sa reinterpretare meravigliosamente: pensa al look ispirato a Carolyn Bessette per la sua prima uscita ufficiale con John Kennedy, o alle mise anni ’60 create per omaggiare la storica ‘Canzonissima’, lo show riportato su Rai1 da Milly Carlucci dove ho fatto la giurata tra i ‘Magnifici 7’.”
Che cosa ti piace guardare in tv quando sei spettatrice? Hai un genere ‘comfort’?
“Per deformazione professionale finisco per fare un po’ di zapping e sbirciare tutto, ma se devo scegliere, la mia vera coccola serale è continuare a leggere il libro del momento. Vado a dormire presto e ahimè la prima serata comincia tardi per me”.
In un’estate televisiva ricca di cambi alla conduzione di programmi storici, hai mai provato la tentazione di cambiare fascia, rete o progetto?
“‘La Volta Buona’ è una fascia sfidante ma meravigliosa, siamo al quarto anno con ascolti in crescita e ottimi per la pubblicità. Non mi faccio prendere dall’ansia da prestazione di dover cambiare, però la curiosità c’è sempre, guai se mancasse!”
C’è un sogno televisivo che non hai ancora realizzato?
“Un sogno nel cassetto? Condurre di nuovo un game show, come ho fatto a La7 con ‘Lingo’, che ho amato molto”.
Tra le conduttrici italiane che hai incrociato, chi ti ha ispirata di più?
“Nutro una grande stima per Milly Carlucci, una donna di una tenacia incredibile”.
Quest’anno sei stata giurata con Milly per il ritorno di ‘Canzonissima’: ti è piaciuto? Sei mai stata tentata da altre giurie televisive?
“Fare la giurata a ‘Canzonissima’ è stato uno spasso: mi ha permesso di tirar fuori un lato molto più ironico e pungente, senza il peso di dover condurre. Se potessi rifarlo? Subito! Se non avessi una famiglia con figli ancora piccoli mi divertirei anche a mettermi in gioco in ruoli diversi, ma per il momento il ruolo di conduttrice dal lunedì al venerdì, di mamma full time e moglie non me lo consentono”, conclude ridendo. (di Antonella Nesi)