Pubblicità
HomeCulturaArteBonalumi: riflessioni all’ombra del Duomo

Bonalumi: riflessioni all’ombra del Duomo

[oblo_image id=”2″]Giovedi 13 dicembre, in occasione del vernissage della mostra Agostino Bonalumi – La superficie del fuori, nelle sale espositive della Galleria PoliArt riecheggiava, sulle note della compositrice Paola Samoggia, la voce di Giancarlo Boldrini, cantante di fama internazionale. L’intento, per i presenti, era chiaro: ricreare quel sincretismo delle Arti piú volte auspicato dai teorici del primo Novecento, ma forse mai pienamente raggiunto. Inoltre, come se musica e pittura non fossero sufficienti, la presentazione di poesie inedite scritte da Mario Mutinelli completava quel clima di totale fusione artistica che proiettava lo spettatore in una sorta di estasi culturale.

Ovviamente, tutto l’evento era incentrato sull’esposizione delle opere di Agostino Bonalumi, artista settantaduenne che, nel corso dei decenni, ha sposato le piú diverse (e contrastanti) teorie artistiche: partendo da un figurativo classico, si è successivamente avvicinato all’espressionismo, per poi abbandonare la figura e approdare all’astrattismo, inteso sia nell’accezione espressionista che informale. Ma, come afferma lo stesso Bonalumi, nelle sue opere «della fine degli anni Cinquanta si vedeva che all’interno dell’informale materico c’era la ricerca della tridimensionalità, che a poco a poco si faceva sempre piú razionale e pulita. Nasceva la tecnica dell’estroflessione».

[oblo_image id=”3″]E proprio le tele estroflesse, eseguite tra il 1959 e il 2007, sono il “soggetto” di questa mostra: dalle prime opere oggettuali, ovvero composizioni con serie di ovali o tondi dipinte con cemento e sabbia (materiali già delle opere informali), alle tele dipinte con linee ortogonali interrotte da rilievi “sottocutanei” (in legno prima, in acciaio e alluminio ora), ma tutte inequivocabilmente imperniate attorno alla lezione del Bauhaus.

Attraverso un percorso espositivo cronologico, le pareti della galleria milanese mostrano al visitatore come il razionalismo geometrico della superficie rigorosamente monocroma (in taluni casi l’artista propone al massimo delle lievi variazioni tonali: dal blu scuro al blu piú chiaro e cosí via per altri colori) venga alterato da una “spinta” interiore, e come questa conferisca plasticità materica all’opera e un senso di straniamento allo spettatore che la guardi disattento. E fondamentali risultano, per la corretta percezione delle tele, ampi spazi e una giusta illuminazione, grazie alla quale luci e ombre intensificano l’impatto cromatico e plastico delle opere stesse, non piú costrette entro lo spazio del supporto, ma tridimensionalmente proiettate verso chi le osserva.

In ultima analisi l’artista ripropone, nei lavori piú recenti (anch’essi esposti alla Galleria PoliArt), alcuni motivi presenti già in opere precedenti (in particolar modo quelle degli anni Sessanta), ma ricontestualizzate nell’esperienza attuale, in una sorta di riflessione-revisione del proprio percorso artistico.

Galleria PoliArt

Agostino Bonalumi – La superficie del fuori

13 dicembre 2007 – 16 febbraio 2008

Mercoledì, giovedì: 16.00-20.00; venerdì, sabato: 10.30-13.00 / 16.00-20.00

Ingresso libero

RELATED ARTICLES
- Advertisment -

Most Popular

Recent Comments