Pubblicità
HomeCulturaArteBernardí Roig: come dare vita ad un’opera d'arte

Bernardí Roig: come dare vita ad un’opera d’arte

Inaugurata il 6 maggio scorso al Salon de Actos dell’Instituto Cervantes di Milano, l’attuale mostra di Bernardí Roig si presenta come un momento riflessivo intorno alla realizzazione di un’opera d’arte. Una selezione di alcune serigrafie, dieci disegni ed una videoproiezione sono messi a disposizione del visitatore per immergersi in quello che è stato l’atto creativo, l’ispirazione dell’artista, che ha portato a dare alla luce la scultura L’Uomo della luce, posta il 9 maggio di fronte al Palazzo della Provincia di Milano.

[oblo_image id=”1″]Cifra stilistica di Roig, la luce, come spesso accade nell’opera dello spagnolo, diventa mezzo atto a denunciare la difficile situazione dell’uomo odierno, obbligato a vivere all’interno di una società in cui comunicare e socializzare è diventato sempre piú difficile. Non a caso, svariate sculture di questo artista presentano dei veri e propri manichini memori dei “fantocci” metafisici di De Chirico, già simboli dell’annullamento della personalità individuale: questi, raffigurati con gli occhi chiusi, sono costretti a questa cecità per non rimanere accecati dall’abbagliante luce al neon che li colpisce. Grazie a questa intensa illuminazione, le sculture si dissolvono a causa della luce stessa, la quale, in tal modo, conferisce loro una surreale leggerezza

La solitudine dell’individuo è il tema portante della poetica di Roig. Lo spettatore stesso, colpito anch’egli dalla luce, fatica a scorgere queste esili ed isolate fisionomie, a loro volta impossibilitate a vedere, e questa reciproca cecità ha per l’artista spagnolo una doppia valenza: rappresenta, da un lato, l’incomunicabilità umana, mentre, ad un livello piú profondo, diventa mezzo indispensabile per guardare dentro a noi stessi.

L’arte di Roig è l’espressione dell’uomo contemporaneo, solitario e conscio della sua solitudine, ma il messaggio che l’artista pare comunichi è che questa condizione debba necessariamente essere intesa come meditazione ed introspezione, come momento di crescita e di conoscenza, come momento vissuto e non subito.

Bernardí RoigPratiche per la costruzione di un’immagine

Milano, Insituto Cervantes

6 maggio – 2 giugno 2008

RELATED ARTICLES
- Advertisment -

Most Popular

Recent Comments