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ANOHNI porta a Napoli Jesus as a Girl, la sua prima mostra personale in Italia

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ANOHNI sceglie Napoli per la sua prima mostra personale in Italia. Dal 17 ottobre 2026 al 6 marzo 2027, Jesus as a Girl trasforma il chiostro cinquecentesco di Santa Caterina a Formiello, sede della Fondazione Made in Cloister, in uno spazio oscurato dove scultura, luce, suono e immagini in movimento si intrecciano in un’installazione site-specific concepita direttamente dall’artista durante il suo periodo di lavoro a Napoli.

La mostra chiude RINASCITA, il programma biennale avviato nel 2025 dalla collaborazione tra Made in Cloister e nonlineare, iniziativa curatoriale indipendente fondata da Teresa Iarocci Mavica. Per questo capitolo conclusivo, nonlineare ha lasciato ad ANOHNI piena libertà creativa: nessun vincolo curatoriale, solo la voce e la prospettiva dell’artista a guidare il progetto.

Un chiostro nell’oscurità

Per la prima volta nella sua storia, il chiostro cinquecentesco sarà completamente oscurato. L’intervento modifica radicalmente l’esperienza dello spazio: i visitatori si muovono nell’ombra, orientati da proiezioni di cigni che nuotano di notte e da un Angelo della Morte che campeggia al centro dell’installazione. Mortalità, vulnerabilità e trasformazione sono i poli attorno a cui ruota l’intera opera.

L’installazione riunisce sculture, dipinti astratti, testi criptici e materiali di recupero raccolti per le strade e nei depositi industriali di Napoli. La produzione ha coinvolto artigiani locali, tra cui gli studenti dell’Istituto Statale Polo delle Arti Caselli Palizzi, che hanno contribuito alla realizzazione delle maschere in porcellana. Al lavoro anche il produttore Benedikt Terwiel, l’exhibition designer Mariano Cuofano e l’assistente alla produzione Antonio Parrella.

Vent’anni di femminilizzazione del divino

Jesus as a Girl affonda le radici in un’idea che ANOHNI porta avanti da due decenni. Già nella mostra Future Feminism del 2014 l’artista parlava di femminilizzazione delle divinità. Nel 2005, il testo della canzone Hope Mountain descriveva l’apparizione di una Bambina divina che emerge da una caverna bianca e oscura: la sua resurrezione annuncia la fine delle teologie abramitiche patriarcali e il ritorno dell’archetipo femminile al centro della creazione.

La mostra riprende anche la performance sperimentale del 1995 Miracle Now: A Dream for the Future at the End of the World, sottotitolata New Criteria for Hope in the Midst of Apocalypse. Catastrofe e possibilità di rinnovamento vi erano già esplorate da prospettive spirituali, ecologiche e transfemminili. Trent’anni dopo, quelle domande tornano amplificate dall’urgenza della crisi ecologica.

ANOHNI colloca la propria pratica nel solco di artisti e scrittori come Jack Smith, Peter Hujar, Jean Genet e Kazuo Ohno, i cui approcci alla marginalità, al corpo e alla trasformazione attraversano tutta la sua opera.

Le voci del progetto

Davide De Blasio, presidente della Fondazione, racconta l’origine del rapporto con l’artista: La prima volta che ho incontrato ANOHNI è stato a New York, nel 2002. Ero con Lou Reed, che mi disse: questa sera sentirai la voce degli angeli. La performance musicale e teatrale a cui assistemmo quella sera al Joe’s Pub fu indimenticabile. Riconobbi immediatamente la sua straordinaria presenza artistica e invitai ANOHNI in Italia per due spettacoli, che si tennero al Teatro di Triennale Milano e nella Chiesa di San Severo al Pendino a Napoli. Fu l’inizio di un’amicizia sincera e oggi le sono profondamente grato per aver creduto nel progetto Made in Cloister e per aver accettato di concludere il programma biennale RINASCITA con questa installazione.

ANOHNI descrive così la propria visione: Sono animista. Credo che tutta la materia possieda una presenza e un valore spirituali, in ogni sua manifestazione, presente, passata e futura. Attraverso la creatività posso entrare in relazione con quella materia e con tutte quelle storie per raccontare una narrazione diversa di ciò che sta realmente accadendo qui, nel presente, dal mio punto di vista.

nonlineare spiega la scelta curatoriale: Fare un passo indietro è un atto di fiducia: significa lasciare che lo spazio si esprima attraverso un linguaggio diverso, trovi una nuova voce e si apra alla permeabilità e all’alterità. I cigni di ANOHNI sembrano riecheggiare il cavallo bianco protagonista della mostra di Patricia Domínguez, proseguendo un percorso che attraversa tutto il programma, popolato da creature, simboli e presenze non umane.

RINASCITA e il chiostro come laboratorio urbano

RINASCITA ha attraversato quattro capitoli dal 2025 a oggi: Il Sol dell’Avvenir, Il cavallo bianco, gravido, E tuttavia crediamo che la vita sia piena di fortunate possibilità e ora Jesus as a Girl. Il programma indaga la rinascita non come promessa di un futuro migliore, ma come processo in cui vita e morte, trasformazione e distruzione restano profondamente intrecciate.

La missione della Fondazione, costituita a Napoli nel 2012 da Davide De Blasio e Rosa Alba Impronta, è quella di promuovere il dialogo tra artisti, artigiani e comunità locali, riconoscendo nella cultura uno strumento di rigenerazione urbana. Il coinvolgimento delle maestranze napoletane nella produzione di Jesus as a Girl rispecchia direttamente questo approccio.

Jesus as a Girl è visitabile fino al 6 marzo 2027 presso la Fondazione Made in Cloister, nel chiostro di Santa Caterina a Formiello, Napoli.

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