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Litofonie di Amalia Del Ponte: il catalogo presentato nello studio dell’artista a Milano

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Le sculture sonore di Amalia Del Ponte tornano al centro dell’attenzione con la presentazione del catalogo Litofonie, martedì 3 novembre 2026 alle ore 18, nello studio dell’artista in via Santa Croce 21 a Milano. Il volume, edito da Studio Boîte, nasce dalla mostra omonima che la Fondazione Piero Cattaneo ha dedicato all’artista milanese all’Oratorio di San Lupo di Bergamo.

Del Ponte, scomparsa nel 2025 a 89 anni, è stata una delle voci più originali della scultura italiana del secondo Novecento. La sua ricerca sui litofoni — lastre e volumi di pietra progressivamente modificati nelle proporzioni fino a ottenere specifiche qualità sonore — ha ridefinito i confini tra scultura, musica e percezione sensoriale. Come strumenti musicali, queste opere generano frequenze, risonanze e vibrazioni, configurandosi al tempo stesso come forme visive e dispositivi acustici.

Un catalogo che restituisce la complessità di una ricerca

Il volume è curato da Marcella Cattaneo, Nicol Longoni Del Ponte e Roberto Pini, con testi di Irene Boyer ed Elio Marchesini, oltre ai tre curatori. Pubblicato in italiano e in inglese, il catalogo documenta uno dei nuclei centrali del lavoro di Del Ponte: quella zona di confine in cui materia, suono e spazio diventano inseparabili.

La ricerca sui litofoni prende avvio negli anni Ottanta, come evoluzione naturale di un percorso artistico iniziato decenni prima. Formatasi all’Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Marino Marini, Del Ponte aveva già attraversato scultura, installazione, performance e design. Dagli anni Sessanta, i prismi in plexiglass dei Tropi avevano inaugurato la sua indagine sul rapporto tra luce, spazio e percezione. I litofoni ne rappresentano l’approdo sonoro.

Officina della Scultura: gli atelier come spazi simbolo

La presentazione si inserisce nel progetto Officina della Scultura, ideato nel 2018 da Marcella Cattaneo per mettere in relazione luoghi, persone e paesaggi della scultura italiana del Novecento. Alla sua nona edizione, il progetto trasforma gli atelier degli artisti in spazi di memoria e ricerca, delineando un circuito dell’arte plastica italiana del secondo dopoguerra.

La carriera di Del Ponte ha attraversato le principali istituzioni internazionali, dalla Biennale di San Paolo alla Biennale di Venezia, dove nel 1995 le fu dedicata una Sala Personale al Padiglione Italiano. L’ingresso è libero.

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