Tashi Mannox, artista del Dharma tra i più noti nel campo della calligrafia tibetana, arriva a Como per un workshop intensivo di due giorni dedicato all’arte della scrittura uchen. L’appuntamento è per sabato 10 e domenica 11 aprile 2027 presso la Fondazione Antonio Ratti, in Via per Cernobbio 17, organizzato in collaborazione con lo Shang Shung Institute of Tibetan Studies.
Il corso introduce i partecipanti alla tradizione calligrafica tibetana attraverso lo studio e la pratica diretta dello script uchen, uno dei sistemi di scrittura più antichi e formali della cultura tibetana. Le sessioni si svolgono sabato dalle 9:00 alle 17:30 e domenica dalle 9:00 alle 16:00. Il programma è aperto sia a chi si avvicina per la prima volta alla calligrafia sia a chi ha già esperienza e vuole approfondire la tecnica.
L’evento include anche un’anteprima esclusiva.
Durante il workshop Mannox presenterà in pre-lancio il suo nuovo libro, Tibetan Calligraphy – The Meditative Practice of Uchen Script, di prossima pubblicazione per Wisdom Publications. Le copie saranno disponibili per l’acquisto e la firma dell’autore direttamente in sede.
Chi è Tashi Mannox
Tashi Mannox è un artista britannico specializzato nell’arte sacra tibetana. Formatosi nella tradizione buddhista, ha dedicato decenni allo studio e alla diffusione della calligrafia uchen, combinando rigore tecnico e pratica meditativa. Le sue opere sono esposte in collezioni internazionali e i suoi workshop attirano appassionati e professionisti da tutta Europa.
Come partecipare e quanto costa
La quota di partecipazione è di 190 euro. È prevista una tariffa ridotta a 120 euro per studenti iscritti a università, accademie e istituti di formazione, artisti e persone a basso reddito.
I partecipanti devono portare un blocco di carta formato A3, matita, temperamatite, gomma e righello. Per la scrittura sono consigliate le penne Pilot Parallel con pennini da 3,0, 3,8 e 4,5 mm, con cartucce d’inchiostro incluse.
Informazioni su prenotazioni, pranzi e alloggi sono disponibili sul sito della Fondazione Antonio Ratti.