Al Carbone di Mantova un omaggio al cinema rumeno

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[oblo_image id=”1″]Gli ultimi episodi di cronaca relative a crimini commessi daextracomunitari vedono spesso coinvolti immigrati dei Balcani, da cuiparallelamente proviene una proficua ondata di stimoli culturali, inparticolare nel campo della cinematografia. L’ultimo caso di Firenze, in cuiuna donna è stata aggredita da giovani ladre Rom, ha ripuntato l’attenzionesulle popolazioni nomadi, che troppo spesso vengono identificati genericamentecon il popolo rumeno. Questo è un erroreantropologico, che dilaga spesso nell’opinione pubblica, rischiando non solo dicompromettere il rapporto diplomatico Italia-Romania ma anche di banalizzarepesantemente il significato delle tradizioni culturali di quest’ultima.
Per questa ragione ci risulta di particolare rilievoun’iniziativa lanciata dal cinema Carbone di Mantova e dalla UICC (UnioneItaliana Circoli del Cinema), che organizzano una rassegna intitolata Cannes, Romania, dedicata al successoche il cinema rumeno ha riscosso in questi anni al prestigioso festivald’oltralpe. È di certo un modo per ribadire l’importanza di una separazione concettualeche pone abitudini criminose da un lato e dignità culturale e creativadall’altro.

Nel programma c’è ovviamente il film vincitore dell’ultimaPalma D’oro 4 luni, 3 saptamini si 2 zile(4 mesi, 3 settimane e 2 giorni) di Cristian Mungiu, su cui vogliamo quisoffermarci, a ridosso dell’edizione 2008 della Croisette.
La storia è attualissima e affronta il problema dell’aborto,come dramma in sé e come atto proibito, dato che l’ambientazione è quella dellaRomania prima della caduta di Ceausescu.
La clandestinità dell’atto e il percorso che una giovanestudentessa compie per aiutare l’amica a compierlo sono gli elementi chetessono la suspense del film, la quale, una volta innescata, non abbandona piùlo spettatore.

Ciò che emerge fortemente è l’idea di corpo come oggettomercificato. Questa configurazione si dipana per tutta la pellicola e trova unnodo critico nella scena in cui la giovane Otilia si offre sessualmente almedico per compensare la mancanza di denaro che è necessario per praticare l’aborto.In questo passaggio narrativo si contrappongono il corpo “venduto” e quello“espulso”, ovvero la fisicità alla stregua di oggetto inanimato e il suoannientamento. Nella sua consequenzialità sembra delinearsi un’azione che vuoleidealmente prima annullare il valore vitale del corpo per poi poterlo piùfacilmente eliminare e staccarlo da sé. Invece l’effetto che in realtà siottiene è esattamente quello contrario, perché il tessuto emozionale crescenteraggiunge il culmine proprio in questo raccordo diegetico, connotando conopposta valenza quella separazione mente-corpo appena insinuata.
[oblo_image id=”2″]Il seguito della vicenda è infatti un disperato tentativo disvelare ulteriormente la minaccia di questa frattura, condannando le disumanecondizioni socio-culturali che l’hanno prospettata. Il regista sembra avvertireche il corpo non può subire una tale umiliazione tanto da perdere il contattocon la vita. Non si può isolarlo come ce lo descrive quell’immagine di Otiliaaccovacciata, di spalle, nella vasca (ripreso poi anche dalla locandinaitaliana). E ancora non lo si può ridurre a merce da macello, come suggeriscela scena finale, in cui gli avanzi del rinfresco nuziale serviti per cena aGabinta sono fegatini, midollo e cervello. Insomma parti anatomiche, le stesse che,offerte per essere consumate, richiamano quelle appena espulse, provocando uncortocircuito emotivo e cognitivo di grande impatto.

La stessa disgiunzione (concepita sempre come rischio) vieneripresa poi dal rapporto percettivo tra immagini e sonoro. Le inquadratureinfatti indugiano spesso su un solo soggetto, durante un dialogo, senza darespazio alla logica del “campo-controcampo”. L’occhio pertanto rimane fermo suun solo personaggio, l’orecchio invece ci avverte della presenza di altriinterlocutori. È l’interazione ad essere minacciata, segnalando il rischio diquesto isolamento corporeo, riproposto qui come scissione dei canali sensorialiche sono propri del cinema.
L’apice di questo effetto si ottiene nella scena della cena,in cui per otto minuti circa la macchina dapresa rimane ferma su Otilia e su chi le siede accanto mentre nasconde tuttigli altri commensali. Le voci che si incrociano, spesso fuori campo, siintrecciano in questa inquadratura ove la ragazza rimane quasi esclusivamentesenza parlare. Il suono della sua parola sembra qui essersi spento, mentre ilflusso di voci estranee la lasciano sempre più esclusa ed emarginata.

La rassegna Cannes,Romania si terrà dal 16 al 20 maggio presso il Teatrino – piazza don Leoni,18 – Mantova (di fronte alla stazione ferroviaria) e avrà la seguenteprogrammazione:

venerdì 16 maggio
ore 19.00presentazione del libro “Allunaggio di un immigratoinnamorato”
ore 20:00 cocktailinaugurale
ore 20.30 primo programma di cortometraggi
ore 21.30 CaliforniaDreamin’ di Cristian Nemescu(anteprima italiana, v.o. sott. italiano)

sabato 17 maggio
ore 17.30 secondo programma di cortometraggi
ore 18.30 La morte delsignor Lazarescu di Cristi Puiu(anteprima italiana, v.o. sott. italiano)
ore 21.15 4 mesi, 3settimane e 2 giorni di CristianMungiu
ore 23.15 primo programma di cortometraggi

domenica 18 maggio
ore 17.30 secondo programma di cortometraggi
ore 18.30 A Est di Bucarest di Corneliu Porumboiu
ore 21.15 Come hotrascorso la fine del mondo di CatalinMitulescu (anteprima it., v.o. sott. it.)

lunedì 19 maggio
ore 18.30 Come hotrascorso la fine del mondo di CatalinMitulescu (anteprima it., v.o. sott. it.)
ore 21.15 La morte delsignor Lazarescu di Cristi Puiu(anteprima italiana, v.o. sott. italiano)

martedì 20 maggio
ore 21.15 CaliforniaDreamin’ di Cristian Nemescu(anteprima italiana, v.o. sott. italiano)

Per la programmazione dettagliata: http://www.ilcinemadelcarbone.it/