HomeUltima OraA Napoli il XVI congresso nazionale Ami, "Famiglia: il grande cambiamento"

A Napoli il XVI congresso nazionale Ami, “Famiglia: il grande cambiamento”

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Fecondità a 1,14 figli per donna, 355 mila nascite, minimo storico dal dopoguerra e il 62% degli italiani che rinuncia a diventare genitore per motivi economici. È l’Italia fotografata dall’ultimo rapporto Istat che sarà al centro del XVI Congresso Nazionale Ami – Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani dal titolo “Famiglia: il grande cambiamento. Giustizia e società”, che si terrà venerdì 23 e sabato 24 ottobre 2026 a Napoli presso l’Hotel Royal Continental. Al centro del dibattito, oltre alla denatalità, anche l’esplosione delle separazioni ad alta conflittualità e dell’alienazione parentale. La Cassazione solo a luglio 2026 è dovuta intervenire di nuovo per riaffermare il principio dell’interesse del minore anche nei casi di “genitore gravemente alienante”. Saranno oltre 40 i relatori tra magistrati, clinici e docenti universitari, con il coordinamento di Raffaele Savonardo (Osservatorio Giovani) e la partecipazione delle associazioni nazionali Aiaf, Ondif, Cammino e Uncm.

Numerose le personalità presenti: Maurizio de Giovanni, lo scrittore più amato di Napoli, che farà l’introduzione ai lavori e interverrà al Family Talk; Gaetano Manfredi, Sindaco di Napoli, tra i saluti istituzionali; Annamaria Colao, Cattedra Unesco Educazione alla Salute; Gemma Tuccillo, Maria Masi, Francesco Genovese, tra i massimi esperti di diritto di famiglia. “Siamo di fronte a un Paese che non fa più figli non per egoismo, ma per paura. Quando l’Istat ci dice che nel 2025 sono nati 355 mila bambini, con un tasso di fecondità di 1,14, ci sta dicendo che la famiglia è stata lasciata sola” Presidente Nazionale Ami, l’avvocato Gian Ettore Gassani – Non servono bonus a pioggia, serve una riforma strutturale che sostenga chi vuole fare famiglia. A Napoli chiederemo questo alla politica. La vera emergenza che vediamo nei tribunali non è più la separazione in sé, ma come ci si separa. Figli usati come armi, alienazione parentale, affidamenti che saltano. La Cassazione ci dice che non esistono automatismi, ma esiste solo l’interesse del minore. È ora che anche il legislatore lo capisca: serve un Tribunale della Famiglia unico e specializzato, non una giustizia a pezzi”.

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