[oblo_image id=”1″] Il ruolo di portavoce di un’intera categoria è scomodo perché si finisce per prendersi anche responsabilità che appartengono ad altri. Per questo possiamo solidarizzare con Massimo Oddo, improvvisato rappresentante dei calciatori di serie A. Tuttavia, caro Oddo, si rimane sbalorditi nell’osservare la serenità con cui ha pronunciato frasi francamente sconcertanti. Sostenere che lo sciopero indetto per il 25 e il 26 Settembre sia necessario per difendere diritti inalienabili lamentandosi di essere trattati come oggetto, sfiora il ridicolo. Per sedersi su una panchina (le apparizioni in campo si sono limitate al minimo indispensabile) proprio lei ha incassato 2,5 milioni netti nella passata stagione. Se si tratta di mobbing, ci sono milioni di lavoratori che vorrebbero subire gli stessi soprusi. Affermare che i giocatori hanno il diritto di scegliersi i medici costringendo le società a limitarsi a pagare è operazione ardita per due ragioni. Innanzi tutto, i club hanno l’interesse a tutelare l’integrità fisica dei propri affiliati – non si è mai avuta notizia di una grande operazione realizzata da una squadra compromettendo consapevolmente la carriera di un proprio elemento – e, in seconda battuta, perché se un calciatore vuole farsi assistere da un medico personale rifiutando quello che gli viene concesso, appare logico che sia lui stesso a soddisfarne le richieste economiche. Anche perché, dati gli stipendi (in serie A l’ingaggio medio annuo di un calciatore è 1,3 milioni di euro), non sembra una spesa fuori dalla portata della vostra categoria. Il proclama di questo sciopero sembra un atto di forza, indifferente alle richieste delle società e soprattutto al buon senso. Proviamo a ribaltare la questione. Se i tifosi si stancassero dei capricci dei loro beniamini e decidessero di mettersi in sciopero? Se i sostenitori di Juve, Milan, Inter e di tutte le altre squadre di A, si imponessero di non spendere un euro per il mondo del pallone che succederebbe? Basterebbe un mese di disintossicazione senza comprare biglietti allo stadio, abbonamenti televisivi, pacchetti e addirittura stelle per iscrivere il proprio nome in prossimità dell’impianto per aprire scenari per ora inesplorati. La gente è il motore di questo giocattolo chiamato calcio. E’ la passione di milioni di persone che consente ad Oddo e a tutti i suoi colleghi di guadagnare certe cifre: se qualcuno non se ne fosse accorto, non c’è un editto divino che imponga che i calciatori debbano percepire ingaggi inimmaginabili per la maggior parte degli altri sportivi di alto livello. Ecco, perché sarebbe il caso che prima di litigare con dirigenti e presidenti, i calciatori chiedessero scusa ai tifosi per quanto scritto nell’allucinante comunicato. Anche perché come con sarcasmo chiosa Silvio Buccarello, “per poter scioperare, bisognerebbe prima quanto meno aver lavorato”.
Serie A: se fossero i tifosi a scioperare?
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