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Oscar Piattella e la vetrata dell’abside: Il respiro della luce al Santuario di Torino

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Una vetrata alta 17 metri, composta da circa 13.000 tessere di vetro soffiato, torna al centro dell’attenzione dopo oltre trent’anni. L’abside del Santuario di Nostra Signora della Salute di Torino, opera monumentale realizzata da Oscar Piattella nel 1992, è il cuore di Il respiro della luce, Progetto Speciale di Artissima 2026 curato da Alberto Mazzacchera e Aldo Iori. La mostra è visitabile fino al 10 gennaio 2027.

Piattella (Pesaro, 1932 – Urbino, 2023) è uno degli artisti italiani del secondo Novecento la cui ricerca ha ruotato con maggiore coerenza attorno al rapporto tra materia e luce. Le radici sono nel disegno e nella scansione architetturale: nel 1958 il ciclo de I Muri segna una prima matura espressione, evocando le barriere contro le libertà dell’uomo. Da quella stagione prende corpo un’indagine incessante che scandaglia la materia per liberarne la luce, attraverso una continua sperimentazione di materiali, strutture e colori, fino ad approdare a una dimensione spirituale e cosmica. L’abside torinese ne rappresenta una delle espressioni più alte.

Una cosmologia cromatica in vetro soffiato

L’opera fu ideata e disegnata a grandezza naturale nel corso di due anni di lavoro. Piattella si avvalse, nei laboratori Gibo di Verona, di modelli tridimensionali realizzati per sezioni in scala 1:1, sui quali venne progressivamente definita la complessa trama poi tradotta in vetro. Il risultato è una superficie di 170 metri quadrati articolata in 172 pannellature variamente sagomate.

La struttura cromatica segue una logica simbolica precisa. Dal basso si innalza una massa dominata dai rossi e dagli aranci, evocazione della dimensione umana e terrena. Più in alto la composizione si apre in profondi campi di blu, immagine di un cosmo in continuo divenire. Nella parte sommitale si dissolve in una costellazione di gialli e verdi, allusione alla dimensione del divino. L’umano, il cosmico e il divino: tre momenti di una narrazione affidata interamente alla luce. Alla base dell’abside, l’urna che custodisce il corpo di san Leonardo Murialdo radica lo spazio nel tempo della devozione e della memoria.

Luce, suono e performance per riscoprire l’opera

Il progetto nasce dalla possibilità di osservare la vetrata in una condizione percettiva completamente diversa da quella diurna. Nelle ore serali, quando il Santuario è immerso nella penombra, la grande abside viene retroilluminata: la profondità della trama cromatica emerge dall’oscurità e la struttura simbolica immaginata dall’artista si rivela con una forza inedita. La luce non illumina l’opera dall’esterno, ma sembra affiorare dalla composizione stessa, trasformando l’abside in una presenza luminosa sospesa nello spazio.

A questo dispositivo visivo si unisce un paesaggio sonoro diffuso, costruito attraverso frequenze profonde, armonici e vibrazioni lente che si propagano nella navata. Il suono non agisce come accompagnamento spettacolare, ma come campo acustico capace di dilatare la percezione dello spazio e del tempo.

In questa relazione tra materia e luce si inserisce Lontano Cielo Vicino, allestimento multimediale e performance di Raffaele Lorenzo Ricciardi, Francesca Cinalli, Paolo De Santis e Teresa Priano. Un’azione site-specific che indaga la soglia tra il divino e l’umano, in risonanza con la vetrata policroma. La danza e il sound design si fanno mediatori di un’astrazione: la scena è immersa nelle sfumature del blu e si nutre di un’alchimia tra corpi visibili e invisibili che esplorano la verticalità del sacro e la lontananza del cosmo attraverso una piccola e umana ritualità.

Le date delle performance sono il 28 e 29 ottobre e il 7, 14, 19, 21 e 28 novembre alle ore 19:00, con repliche il 30 e 31 ottobre alle ore 21:00.

Un progetto diffuso tra fiera, museo e accademia

Il respiro della luce non si esaurisce nei giorni di Artissima. L’abside retroilluminata, con il paesaggio sonoro appositamente creato, entra nella programmazione di Luci d’Artista 2026-27 fino al 10 gennaio 2027. Alcune opere di Piattella sono inoltre esposte alla Pinacoteca dell’Accademia Albertina dal 29 ottobre all’8 dicembre 2026, dove sono previsti laboratori rivolti sia al pubblico sia agli allievi dell’Accademia. Il 19 novembre alle ore 17:15 è in programma la conferenza Il respiro della luce con i curatori Aldo Iori e Alberto Mazzacchera.

Il progetto costituisce il secondo capitolo di Risonanze, itinerario d’arte contemporanea nel patrimonio storico italiano promosso dall’Archivio Oscar Piattella ETS. Dopo il primo capitolo presentato a Bologna in occasione di Art City – Arte Fiera 2025, il percorso arriva a Torino e proseguirà nel 2027 al Vittoriale degli Italiani e a Padova nel 2028. Se Bologna interrogava la memoria della materia, Torino interroga il respiro della luce.

Il progetto è patrocinato dal Ministero della Cultura e dalla Città di Torino. Il Santuario si trova in via Michele Antonio Vibò 26, Torino.

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