La Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano annuncia l’avvio di un nuovo straordinario intervento di conservazione dedicato ai Quadroni di San Carlo, una delle più alte testimonianze della pittura lombarda tra XVI e XVII secolo. Grazie al fondamentale sostegno di Intesa Sanpaolo, prende avvio il restauro del ciclo della Vita di San Carlo Borromeo, attualmente composto da 26 monumentali tele che, da oltre quattro secoli, costituiscono uno degli apparati artistici più significativi della Cattedrale di Milano. Fulcro dell’iniziativa sarà il Cantiere Marmisti della Veneranda Fabbrica, dove sono stati predisposti due laboratori di restauro, appositamente organizzati per l’occasione, in grado di accogliere le gigantesche tele durante le diverse fasi dell’intervento. L’allestimento dei laboratori ha richiesto un importante investimento in termini di sicurezza, attrezzature e adeguamento degli spazi, dando vita a una dotazione che non esaurirà la propria funzione con il completamento del progetto, ma che resterà a disposizione della Veneranda Fabbrica quale eredità concreta di questa iniziativa e risorsa stabile per future attività di conservazione e restauro. Una scelta che consente di riportare il restauro all’interno di uno dei luoghi più rappresentativi dell’attività di cura, manutenzione e trasmissione delle competenze che la Fabbrica svolge da oltre sei secoli a servizio del Duomo e del suo patrimonio.
Custoditi nel Duomo di Milano, i Quadroni di San Carlo costituiscono uno dei più importanti cicli pittorici del Seicento lombardo. L’intero complesso comprende due serie di tele, dedicate rispettivamente alla vita e ai miracoli del santo. La loro eccezionalità non risiede soltanto nelle dimensioni monumentali e nella vastità del programma figurativo, ma anche nel fatto che siano giunti fino a noi pressoché integri nel luogo per il quale furono concepiti, mantenendo nei secoli una funzione celebrativa sostanzialmente immutata. “La memoria, quando non viene custodita, si trasforma rapidamente in frammento. I Quadroni di San Carlo costituiscono invece una memoria ecclesiale e civile, un grande racconto per immagini che da oltre quattro secoli accompagna la vita della Chiesa ambrosiana e della città di Milano. Restaurare queste opere significa permettere a questa narrazione di continuare a essere leggibile, preservandone la forza espressiva e il valore storico. Nel Cantiere Marmisti della Veneranda Fabbrica, dove da secoli si pratica l’arte della conservazione, prende forma un intervento che non riguarda soltanto il recupero materiale delle tele, ma la tutela di una tradizione culturale e spirituale che continua a parlare al presente. La collaborazione con Intesa Sanpaolo testimonia come la salvaguardia del patrimonio sia una responsabilità condivisa, capace di unire competenze, sensibilità e visione comune”, dice Mons. Gianantonio Borgonovo, arciprete del Duomo di Milano e direttore dell’Area Cultura della Veneranda Fabbrica. Il ciclo della Vita di San Carlo ebbe origine all’inizio del XVII secolo, nel clima di crescente devozione verso l’Arcivescovo milanese.
Attualmente composto da 26 monumentali tele a tempera su tela, ciascuna delle dimensioni di 600 x 475 centimetri ed esposte ogni anno dal 4 novembre, Solennità di San Carlo Borromeo fino all’Epifania, rappresenta una delle più ambiziose imprese artistiche promosse dalla Veneranda Fabbrica del Duomo. Le prime venti opere furono realizzate tra il 1602 e il 1604, mentre le restanti vennero aggiunte tra la fine del Seicento e il 1694, completando il racconto della vita del Santo. Nel complesso, i Quadroni costituiscono un unicum nel panorama europeo, sia per la qualità degli artisti coinvolti sia perché conservano da oltre quattro secoli il loro inscindibile legame con la Cattedrale e con le celebrazioni dedicate a San Carlo. Alla grande impresa parteciparono alcuni dei maggiori protagonisti della pittura lombarda del tempo, tra cui il Cerano, il Duchino, il Fiammenghino, Carlo Buzzi e Carlo Antonio Procaccini, dando vita a un ciclo che ancora oggi rappresenta una fonte imprescindibile per la conoscenza della spiritualità, dell’arte e della cultura della Milano borromaica. Il nuovo intervento consentirà di approfondire lo stato di conservazione delle opere e di assicurarne la trasmissione alle future generazioni, restituendo piena leggibilità a un patrimonio che continua a parlare a milioni di visitatori e fedeli. La Veneranda Fabbrica del Duomo e Intesa Sanpaolo condividono così un progetto che unisce conservazione, ricerca e responsabilità culturale, confermando l’impegno comune a favore di uno dei più straordinari patrimoni artistici italiani.
L’ambizioso e complesso progetto di restauro del ciclo della Vita di San Carlo Borromeo, appena intrapreso, prende le mosse dall’urgenza di intervenire su alcuni fenomeni di degrado emersi e resisi progressivamente più evidenti nel corso degli anni. La volontà della Veneranda Fabbrica del Duomo di intervenire in modo unitario su tutte le tele che compongono il ciclo ha reso necessario immaginare e progettare un intervento conservativo che, nelle sue linee fondamentali di indirizzo, fosse il più possibile omogeneo e uniforme. L’analisi storica dei dipinti rende infatti imprescindibile considerare il ciclo nella sua totalità, come un unico apparato realizzato e concepito fin dalla sua origine per la Cattedrale e ancora oggi esposto annualmente e sottoposto a periodiche operazioni di movimentazione. Lo studio progettuale condotto dalla Veneranda Fabbrica insieme a restauratori specializzati ha inoltre costituito una preziosa occasione per sviluppare un’approfondita ricerca archivistica, finalizzata a ricostruire la storia dei grandi cicli borromaici della Vita e dei Miracoli di San Carlo e ad acquisire nuove informazioni indispensabili alla conoscenza del patrimonio pittorico del Duomo.
La lunga fase di analisi preliminare e progettuale, durata circa due anni, ha messo in luce, pur nelle differenze qualitative e conservative delle singole opere, caratteristiche di unitarietà stilistica ed esecutiva e problematiche comuni riconducibili alla medesima storia conservativa dei dipinti. Su tali presupposti è stato definito l’impianto metodologico dell’intervento. Obiettivo primario del restauro è il recupero delle singole tele attraverso la risoluzione delle problematiche del film pittorico connesse al non corretto funzionamento dei telai. Parte essenziale del progetto è infatti la realizzazione di un nuovo sistema di sostegno, appositamente progettato con specifiche caratteristiche funzionali al controllo dei movimenti e alla protezione del supporto nei differenti contesti conservativi, integrandosi strettamente con le diverse fasi del restauro. La sostituzione degli attuali telai con nuovi telai in alluminio a molle consentirà inoltre di agevolare le operazioni di movimentazione e appensione dei dipinti, durante le quali le tele sono sottoposte a maggiori sollecitazioni, migliorando al contempo le condizioni di deposito e conservazione delle opere. Nell’ambito di questa attività, la Veneranda Fabbrica desidera esprimere un particolare ringraziamento a Extris, partner tecnico del progetto, per la fornitura di speciali tessuti ad alte prestazioni impiegati in via sperimentale nella realizzazione del nuovo sistema di ancoraggio delle tele ai telai. Si tratta di materiali sviluppati per resistere a elevate sollecitazioni meccaniche e destinati a contribuire alla sicurezza e alla stabilità delle opere durante le diverse fasi del restauro e della futura esposizione. Cuore operativo dell’intervento sarà il Cantiere Marmisti della Veneranda Fabbrica in via Brunetti, dove sono stati allestiti due laboratori assegnati alle imprese incaricate del restauro.
Qui le monumentali tele saranno sottoposte alle diverse fasi operative previste dal progetto, mentre le operazioni preliminari di documentazione fotografica, spolveratura, velinatura protettiva, rimozione dei telai lignei storici e preparazione al trasporto continueranno a svolgersi all’interno della Cattedrale, in dialogo con le esigenze liturgiche e operative del Duomo. L’iter progettuale è stato condiviso in tutte le sue fasi con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Milano. Il progetto, redatto dalla restauratrice Roberta Grazioli, incaricata della direzione dei lavori, è stato preventivamente approvato dalla Soprintendenza nelle sue linee principali. La complessità del progetto, la cui durata è prevista in circa sei anni per un investimento complessivo stimato attorno ai 3 milioni di euro, ha reso necessario il coinvolgimento di un ampio gruppo di professionisti specializzati nel restauro dei beni culturali. Obiettivo finale dell’intervento è il recupero di una lettura unitaria dell’intero ciclo, restituendo al fedele e al visitatore una corretta visione di uno dei più significativi apparati figurativi della tradizione borromaica, nel rispetto della sua funzione storica, devozionale e liturgica.